In Liguria ok a stabilimenti balneari. Ad Alassio si parte dopo 4 maggio

La Liguria permette ai balneari di tornare ad allestire gli stabilimenti. È un segnale di speranza e un atto di necessità, visto il peso che ha nel Pil regionale il turismo balneare. La Liguria lo ha permesso con un decreto del governatore Giovanni Toti che va oltre l’ultimo Dpcm. Mentre la Liguria guarda con ottimismo alla stagione dei bagni e del sole, il tema dell’estate al mare si fa largo nel dibattito nazionale. I bagnini di Rimini la pensano in maniera opposta e sostengono che senza vaccino la stagione non parte e definiscono follia l’idea di creare dei box in plexiglass tra gli ombrelloni.
Tra la Liguria che si fa bella e i bagnini di Rimini che sognano il vaccino, c’è chi tra gli stabilimenti balneari della Romagna non rinuncia al business e affitta i lettini da spiaggia ai clienti con consegna a domicilio per utilizzarsi nei giardini di casa o sui balconi. In Abruzzo si pensa ai lavori in spiaggia. Ad Alassio si respira un cauto ottimismo e si accoglie favorevolmente l’apertura di Toti per tornare ad allestire i ‘bagni’. “Avevamo bisogno di questa apertura. Qualcuno si sta già muovendo, ma molti partiranno dopo il 4 maggio. In 15 giorni un bagno piccolo si monta, per uno grande ne servono 40. E da noi c’è anche da riparare i danni delle mareggiate”, spiega Emanuele Schivo, titolare del bagno Bernardino e presidente dell’associazione ‘Bagni marini’.
Alassio non vuol sentire parlare di meno ombrelli sull’arenile, di box in plexiglass, di meno cabine, di fasce primetrali. “Idee fantasiose. Ciò che conta è l’indicazione dell’Oms: 4 persone in 10 mq e su questo organizzeremo il bagno. Io sono cauto, non parlerei di limitazioni. La stagione entrerà nel vivo in Fase 3 e sono convinto che riusciremo a salvarla, magari allungandola fino a ottobre”, conclude Schivo.

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