giovedì, 24 Settembre 2020

L’aeroporto di Orio spegne 50 candeline, nel 2025 arriverà il treno

L’aeroporto di Orio al Serio compie 50 anni alla presenza del ministro dei trasporti Paola De Micheli, che ha inaugurato l’ampliamento per i passeggeri non-Schengen, annunciando per il 2025 la stazione ferroviaria. Tra 5 anni dunque ad Orio si arriverà come a Malpensa, con il treno. Un investimento da 170 milioni di euro, che, secondo la ministra, “sarà un salto di qualità per tutto il Nordovest, non solo per Bergamo e avrà un effetto leva molto importante sul sistema dei trasporti”.

“Un collegamento fortemente voluto dalla Regione Lombardia”, ha commentato l’assessore regionale ai Trasporti Caliudia Terzi – che consentirà di creare un – sistema di trasporto metropolitano tra lo scalo aeroportuale e Milano”.

“In questi 50 anni l’aeroporto di Orio al Serio ha migliorato noi bergamaschi, perché ha spalancato le finestre alla nostra cultura seria e operosa, ma che forse difettava proprio di un’apertura”, ha sottolineato il sindaco di Bergamo Giorgio Gori spiegando che “Orio ha fatto conoscere il mondo ai bergamaschi e ha fatto conoscere Bergamo al mondo” .

Sacbo, società che gestisce lo scalo di Bergamo-Orio al Serio, fu costituita il 16 luglio del 1970 per dare vita all’attività di aviazione civile sull’aeroporto militare costruito nel 1939. Il primo volo civile venne effettuato il 21 marzo del 1972 da un Dc9 Itavia diretto a Roma Ciampino. Nel 1978 Orio divenne esclusivamente civile e nel 1999 fu superata per la prima volta quota un milione di passeggeri. Con l’arrivo di Ryanair il 14 febbrario del 2002 si passò da 1,2 a 2,7 milioni in un solo anno, per arrivare a 14 milioni a fine 2019. Prima dell’emergenza Covid le destinazioni raggiunte da Orio erano 140 in oltre 40 Paesi. La nuova area non-Schengen è costata 14,4 milioni ed è parte di un piano da 40 milioni che prevede l’aumento della superficie totale a 70mila mq entro il 2021. Ad agosto, ha affermato il presidente Giovanni Sanga, Sacbo prevede di arrivare “al 50% dei voli” , perché “la pandemia non ha cancellato i nostri progetti, li ha solo rallentati”.

 

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