sabato, 31 Ottobre 2020

Sisma, beni artistici resteranno nei luoghi di appartenenza

I beni artistici che si trovano nelle zone delle Marche devastate dal terremoto, non saranno trasportati in un unico deposito temporaneo, in attesa della ricostruzione, ma rimarranno nei territori di appartenenza. Le opere saranno custodite in tre o quattro strutture sicure per essere restaurate, e ove sia possibile, potranno essere fruibili sia dai residenti che dai turisti. Il compromesso è stato raggiunto nel contesto di un incontro, svoltosi a Macerata, fra i sindaci del comprensorio, il commissario per la ricostruzione Vasco Errani, il dirigente generale del Mibact Antonia Pasqua Recchia, il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini è stato il primo firmatario di una sorta di ‘manifesto’ dei primi cittadini contro l’ipotesi che dipinti, sculture, arredi e pale d’altare salvati dal sisma nelle chiese e nei palazzi storici delle province più colpite (Macerata, Ascoli Piceno e Fermo) venissero trasferiti ad Ancona, per ritornare nei luoghi di provenienza solo dopo anni. ”Non abbiamo niente contro Ancona – ha spiegato Carancini – ma chiediamo che le opere restino nei territori e possano fare da volano ad una nuova economia dei beni culturali, ad un marketing territoriale che aiuti i nostri centri a risollevarsi”. Carancini e i suoi colleghi ipotizzano depositi aperti al pubblico, dove magari i visitatori possano assistere in diretta alle operazioni di restauro, come avviene nei grandi musei internazionali.

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