Eventi, borghi e non solo, le Marche si preparano all’estate
20 Maggio 2026, 11:30
Le Marche scaldano i motori per la stagione estiva 2026, puntando su un modello di accoglienza che fonde grandi eventi internazionali, borghi d’eccellenza e una strategia di internazionalizzazione sempre più efficace. I numeri premiamo la linea tracciata dall’ATIM (Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche): il 2025 si è infatti chiuso con oltre 11,7 milioni di presenze (+2,6%), ma è il dato sugli stranieri a fare notizia con un balzo in avanti del +6,7%. Un trend che, come sottolineato dalla direttrice Marina Santucci, vede la regione guadagnare terreno come destinazione alternativa e autentica rispetto alle mete italiane più sature, attirando non solo i mercati europei storici ma anche una crescente domanda dal Nord America.
Il calendario degli eventi si conferma il vero motore dell’estate, capace di trasformare il territorio in una vetrina globale. Dai ritmi anni ’50 del Summer Jamboree di Senigallia alla solennità della lirica con il Rossini Opera Festival di Pesaro e il Macerata Opera Festival, l’offerta marchigiana riesce a intercettare target diversificati. A questi si aggiungono il fascino storico della Quintana di Ascoli Piceno e la vivacità contemporanea di format come il Montelago Celtic Festival e l’Adriatic Sound di Fano, creando un mix che destagionalizza i flussi e valorizza l’identità regionale.
Sul fronte del territorio, i riflettori sono accesi su Cingoli, eletto Borgo dei Borghi 2026, e su Ancona, già proiettata verso il 2028 come Capitale Italiana della Cultura. Se le province di Ancona e Pesaro-Urbino continuano a fare la parte del leone in termini di volumi, la vera sorpresa arriva dall’entroterra e dalle province di Fermo e Ascoli Piceno, che registrano tassi di crescita negli arrivi fino al +13,88%. È il segno di un turismo distribuito, dove le falesie del Conero dialogano con i sentieri dei Monti Sibillini e l’enogastronomia di qualità fa da collante tra mare e collina.
L’obiettivo per l’estate 2026 è il consolidamento di questo posizionamento strutturale. La strategia regionale punta a trasformare la crescita quantitativa in un miglioramento della qualità della domanda, investendo su sostenibilità e sulla capacità di raccontare un territorio che sa aprirsi al mondo senza perdere la propria anima. Con una componente estera sempre più centrale e un’offerta che spazia dall’escursionismo alla grande cultura, le Marche si candidano a essere tra i protagonisti assoluti del panorama turistico nazionale dei prossimi mesi.