Sotto pressione centinaia di scali minori in tutta Europa
28 Aprile 2026, 12:40
L’aumento dei prezzi del carburante e le recenti tensioni geopolitiche stanno mettendo sotto pressione il sistema degli aeroporti regionali europei. Il tema è al centro della conferenza di Aci Europe a Torino, che riunisce i principali attori dell’aviazione del continente.
Si parla di una “minaccia esistenziale” per centinaia di scali minori e per questo il settore chiede interventi urgenti: dalla sospensione delle tasse sull’aviazione al mantenimento degli aiuti pubblici per gli scali più piccoli, fino a un’accelerazione sulla transizione ecologica e a regole più flessibili sui controlli alle frontiere.
Il nodo principale è l’impennata del prezzo del carburante per jet, che nelle ultime settimane ha superato i 1.800 dollari a tonnellata. Un aumento che si riflette direttamente sul costo dei biglietti e sulle strategie delle compagnie aeree, sempre più orientate a ridurre la capacità sulle rotte meno redditizie. E sono proprio queste, spesso, a collegare gli aeroporti regionali.
“Quando le compagnie devono tagliare, partono dagli scali più piccoli”, spiega Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe. Il motivo è semplice: la domanda su queste rotte è più sensibile al prezzo e quindi meno profittevole. Un segnale concreto è arrivato anche dalla recente decisione del gruppo Lufthansa di ridimensionare le proprie operazioni regionali.
La situazione si inserisce in un quadro già fragile. Dopo la pandemia, il traffico negli aeroporti regionali non si è ripreso in modo uniforme: quelli più piccoli restano ancora ben al di sotto dei livelli del 2019, mentre gli scali più grandi hanno già recuperato – e in alcuni casi superato – i volumi pre-Covid. Ora, tra inflazione e possibile contrazione della domanda, il rischio è un doppio shock che potrebbe colpire sia l’offerta sia i passeggeri.
A complicare ulteriormente lo scenario ci sono anche problemi operativi, come il ritardo nell’introduzione del sistema europeo di controllo alle frontiere (Ees), che potrebbe causare disagi e lunghe attese proprio negli aeroporti turistici durante l’estate.
Eppure, il loro ruolo resta cruciale. “Gli aeroporti regionali garantiscono circa il 35% della connettività aerea europea e sono fondamentali per lo sviluppo dei territori”, sottolinea Andrea Andorno, amministratore delegato dell’aeroporto di Torino. Non solo: negli ultimi anni sono diventati anche un tassello chiave per la distribuzione dei flussi turistici oltre le grandi destinazioni.