Come l’instabilità globale ridisegna i flussi turistici
16 Aprile 2026, 12:41
Il contesto internazionale sta modificando in modo concreto il mercato turistico. Guerre, tensioni commerciali, incertezza valutaria e instabilità geopolitica influenzano le scelte dei viaggiatori e ridisegnano i flussi verso destinazioni percepite come più sicure, accessibili e affidabili.
“Le intenzioni di viaggio per il 2026 restano elevate, ma i turisti mostrano una maggiore attenzione al contesto politico e sociale delle mete – spiega Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB – Oggi, cresce sempre più il peso della sicurezza percepita nella scelta della destinazione, insieme alla ricerca di autenticità, patrimonio culturale e qualità dell’esperienza. Sono elementi che rafforzano l’appeal dell’Italia e che possono tradursi in nuove opportunità per il mercato della ricettività in appartamento”.
Uno degli aspetti più interessanti di questi nuovi flussi riguarda gli Stati Uniti. Secondo un’indagine Ipsos, l’aggressività commerciale e retorica dell’amministrazione Trump sta producendo un effetto boomerang: gli USA sono entrati tra i primi cinque paesi che i viaggiatori di tutto il mondo dichiarano di voler evitare per ragioni politiche. Questo spostamento delle preferenze può favorire le destinazioni europee e, in particolare, quelle italiane. Milioni di europei che in altri anni avrebbero preso un volo per New York o Miami stanno cercando alternative. Mete come Toscana, Lago di Como e i centri storici delle città d’arte continuano oggi più che mai a rappresentare un punto di riferimento per chi cerca soggiorni di qualità in contesti ricchi di identità e attrattività.
Parallelamente, resta rilevante il contributo del turismo americano in ingresso. Il calo delle tariffe aeree transatlantiche rende oggi l’Europa più accessibile per i viaggiatori statunitensi, che continuano a distinguersi per un’elevata capacità di spesa. I turisti americani hanno una spesa media che si attesta a 184,7 euro per notte*, quasi il doppio degli altri turisti stranieri. Per il mercato italiano degli affitti brevi questo dato rappresenta un fattore di interesse concreto, soprattutto nelle destinazioni ad alta vocazione turistica e negli immobili in grado di offrire standard elevati di accoglienza e gestione.
A rendere più interessante il quadro c’è anche la riduzione dell’offerta. Gli annunci attivi sulle principali piattaforme risultano in calo rispetto all’anno scorso e in alcune città la contrazione è ancora più evidente. Il progressivo aumento degli adempimenti normativi e l’introduzione del Codice Identificativo hanno contribuito a selezionare il mercato, favorendo gli operatori più strutturati e i proprietari che hanno scelto di affrontare il settore con un approccio professionale.
L’81% delle strutture ha ottenuto il codice identificativo, ma una parte del mercato ha scelto di non affrontare la complessità burocratica e i costi aggiuntivi. In questo scenario, la gestione professionale assume un ruolo sempre più centrale. «Un mercato più selettivo, con ospiti più esigenti e comportamenti di prenotazione meno prevedibili, richiede competenze specifiche: pricing dinamico, distribuzione su più canali, organizzazione operativa, presidio normativo e attenzione costante alla customer experience. Per il singolo proprietario non è semplice governare tutti questi aspetti con continuità ed efficacia», aggiunge Zorgno.
È su questo terreno che la voce di CleanBnB si fa ancora più autorevole. La società ha chiuso il 2025 con 19,9 milioni di euro di ricavi consolidati, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. I soggiorni gestiti sono stati 135.414, in aumento dell’8%, mentre il portafoglio ha raggiunto 3.115 appartamenti, pari a una crescita del 6%, distribuiti in oltre 100 località italiane. Il gross booking ha superato i 51,7 milioni di euro.