domenica, 26 Giugno 2022

2013 a due facce: più ospiti stranieri ma carico fiscale abnorme per alberghi

Timidi segnali di ripresa nel consuntivo 2013 elaborato dall'Osservatorio Compagnie Alberghiere di Associazione Italiana Confindustria Alberghi. Con un Tasso di Occupazione media al 62,7% (+ 4,9% rispetto al 2012) e un costante aumento della presenza straniera, le catene registrano un RevPar di 82,50 euro (+7,2% rispetto al 2012), la performance migliore dell'ultimo triennio.  
"La scelta di bloccare le tariffe ai livelli dello scorso anno – spiega Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi – ha garantito un buon rendimento e ha premiato gli sforzi sostenuti dalle nostre aziende. Abbiamo rischiato e creduto fortemente che l'attrattività del nostro Paese, associata all'eccellenza del servizio offerto ai viaggiatori, ci avrebbe ricompensato".  
E in effetti, la politica di contenimento delle tariffe ha salvaguardato i 3 stelle – che hanno confermato gli stessi risultati del 2012 – e premiato i segmenti upscale che, con una variazione del TOC di +5,5% ha visto crescere il RevPar del 5,4% rispetto all'anno precedente.
Il segmento lusso ha riportato i migliori risultati (RevPar +11,4%). In particolare a Venezia, le strutture 5 stelle hanno registrato le performance più alte con un +35% rispetto al 2012 che ha riportato i valori vicini al periodo ante-crisi. Unitamente alle bellezze naturali la città lagunare ha tratto beneficio da alcuni importanti eventi. Oltre al  tradizionale Carnevale, Leonardo ospite alla Biennale e un fitto calendario di appuntamenti dedicati all'arte, alla musica e allo sport hanno catalizzato l'attenzione dei turisti di ogni parte del mondo.
"Il 2013 – conclude Palmucci – ha visto dei primi timidi segnali di recupero che spero segnino un'effettiva inversione di tendenza ma, siamo ancora troppo lontani dal dichiararci fuori dalla crisi. L'anno appena trascorso si è caratterizzato anche per un carico fiscale abnorme che grava pesantemente sui conti delle imprese e rischia di vanificare gli effetti del mercato. Il 2014 deve segnare un cambio di rotta anche su questo fronte. Solo cosi, alleggerendo il carico fiscale e il costo del lavoro potremo davvero dirci fuori dalla crisi".

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