Unexpected Italy punta sul turismo ‘scomodo’: 6 luoghi per riscoprire lentezza e autenticità


In un contesto caratterizzato da connessione continua, ritmi frenetici e crescente stress da sovraccarico informativo, prende forma una nuova tendenza del turismo esperienziale: quella del cosiddetto ‘lusso della sottrazione’. È su questo concetto che si basa la proposta di Unexpected Italy, startup premiata a livello internazionale per il suo approccio al turismo responsabile, che ha individuato sei strutture ricettive italiane accomunate dalla scelta di preservare autenticità, identità locale e sostenibilità, anche a costo di rinunciare ad alcuni servizi tradizionalmente considerati indispensabili.

Secondo Elisabetta Faggiana, cofondatrice della piattaforma, il vero valore dell’ospitalità contemporanea non risiede nell’aggiungere servizi, ma nel saper eliminare il superfluo per favorire una connessione più autentica con il territorio e con se stessi. Da qui nasce la selezione di luoghi definiti ‘scomodi’, perché lontani dalle logiche della standardizzazione e dell’overtourism.

La mappatura comprende realtà distribuite tra Piemonte, Liguria, Toscana, Abruzzo e Veneto. Tra queste figurano il Parco del Grep, con case sugli alberi immerse nella natura e prive di Wi-Fi; La Sosta di Ottone III, borgo ligure raggiungibile solo a piedi negli ultimi tratti; Follonico, in Val d’Orcia, dove il ritmo segue le stagioni e i prodotti dell’orto; e Sextantio, albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio che conserva intatta l’atmosfera medievale del borgo. Completano la selezione Cargador de Ron, rifugio nel bosco di Valdobbiadene, e La Scuola Guesthouse sull’Altopiano di Asiago, ricavata da un’ex scuola elementare degli anni Venti.

Nata a Londra ma profondamente legata all’Italia, Unexpected Italy è oggi attiva in 18 territori della Penisola. Attraverso un’attenta attività di mappatura sul campo, la startup seleziona artigiani, produttori, ristoratori e piccole strutture ricettive che rappresentano l’anima più autentica delle destinazioni, proponendo itinerari personalizzati e un modello di viaggio orientato alla sostenibilità e alla relazione con le comunità locali.

L’obiettivo dichiarato è offrire un’alternativa concreta ai circuiti del turismo di massa, favorendo un’esperienza più consapevole e rispettosa dei territori. Un modello che punta a trasformare la lentezza e la disconnessione da semplici esigenze individuali a veri e propri elementi distintivi dell’offerta turistica del futuro.

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