Nasce la mappa dell’Italia che resiste all’overtourism

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Il turismo contemporaneo sta vivendo una profonda crisi d’identità. Da un lato, le città d’arte e i borghi storici sono travolti dai flussi turistici di massa; dall’altro, le esperienze di viaggio sono sempre più guidate, filtrate e, dunque, omologate da algoritmi digitali e piattaforme di recensioni di massa. Eppure, in un mondo in cui il valore di un luogo viene ridotto a un punteggio numerico da uno a cinque stelle, c’è un’Italia nascosta, fatta di artigiani, contadini, osti e sognatori, che rischia di diventare invisibile.

Per offrire un’alternativa concreta all’overtourism, la start up travel tech Unexpected Italy ha deciso di affidarsi a una rete di “suggeritori” di luoghi, scegliendo solo persone che possano realmente dire la loro sui temi dell’accoglienza. “Dopo oltre cinque anni di mappatura indipendente dei territori – spiega Elisabetta Faggiana, CEO di Unexpected Italy – abbiamo deciso di puntare sul sapere locale verificato e sulla competenza professionale”.

Sono già oltre 500 gli host di tutta Italia che contribuiscono alla messa a terra del sapere locale. Possono appartenere direttamente a uno dei sei archetipi delineati da Unexpected Italy – come uno chef che segnala un piccolo produttore di formaggi, o un albergatore che indirizza i viaggiatori verso la bottega di un restauratore – oppure possono essere professionisti esterni con competenze verificate e riconosciute nel proprio ambito, quali giornalisti, sommelier, curatori culturali, designer e ricercatori.

Dal maestro dei distillati Gianni Capovilla, a pionieri dell’ospitalità come Daniele Kihlgren (Sextantio), a maestri artigiani come Giancarlo Busato o Dante Mortet, fino ad artigiani del gusto come Cacciatori Cartosio nelle Langhe, Rosario di Donna a Cerignola, Turacciolo ad Andria, Da Doro a Solagna sono tanti i “Ribelli con le Radici” che hanno contribuito e continuano a contribuire a creare questa rete della fiducia.

“Riunendo in una stessa stanza produttori, artigiani, albergatori e ristoratori locali, i fondatori hanno notato come, messi nella condizione di dialogare, questi professionisti inizino spontaneamente a riconoscere e segnalare le realtà di valore del proprio territorio. In pochi minuti emergono centinaia di raccomandazioni incrociate. È la dimostrazione scientifica che chi pratica la qualità ogni giorno sa riconoscerla immediatamente nei propri colleghi”, chiarisce Savio Losito, co-fondatore di Unexpected Italy.

Il racconto del territorio si snoda così attraverso i Maestri del Fare, custodi di un alto artigianato capace di far dialogare le tecniche antiche con la contemporaneità, e gli Innovatori della Terra, produttori e viticoltori che rinnovano i processi nel pieno rispetto della memoria biologica del suolo. La memoria collettiva e la ricerca sono invece protette dai Tramandatori di Sapere, figure chiave di botteghe storiche e librerie indipendenti. Sul fronte della cultura culinaria, gli Artigiani del Gusto combattono l’omologazione dei sapori interpretando il cibo come pura identità territoriale. Infine, i Professionisti dell’Ospitalità trasformano il soggiorno in hotel di charme e dimore storiche in un’esperienza relazionale profonda, vivendo l’accoglienza come un atto di vera responsabilità sociale verso il luogo che li ospita.

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