Balneari chiedono proroga concessioni e misure straordinarie

Pronti a riaprire per offrire un servizio allo Stato e agli utenti ma sono fondamentali: misure economiche straordinarie a sostegno del comparto balneare, la certezza dell’estensione delle concessioni al 2033 come previsto dalla legge 145/2018 e una moratoria almeno fino al 2033 per il mantenimento delle strutture funzionali all’attività degli stabilimenti balneari. In caso contrario il sistema balneare italiano e, con esso, l’intero cluster turistico del Paese rischia il default ad ottobre. E’ la posizione espressa da Federbalneari Italia durante l’audizione in commissione Industria al Senato sulle iniziative di sostegno ai comparti dell’industria che ritiene insostenibili, invece, le linee guide dell’Inail e Iss perché calate dall’alto senza alcuna aderenza alla realtà che, tra l’altro, sta dimostrando una grande senso di responsabilità da parte degli italiani. La federazione chiede, quindi, che si applicato il principio di deroga alle Regioni e ai Comuni nell’identificazione delle linee guida e rimane in attesa di un confronto con il ministro Franceschini e il sottosegretario Bonaccorsi per chiarire tutti gli aspetti della questione.

“Se il testo del decreto legge non rimuoverà gli ostacoli burocratici che impediscono l’applicazione della legge 145/2018 (contiene il differimento delle concessioni al 2033), come preannunciato da Franceschini, questa estate la maggior parte dei 30.000 stabilimenti balneari italiani rimarrà chiuso. Quest’anno non ci sarebbero le condizioni per l’apertura della balneazione attrezzata italiana in assenza di garanzie sulla continuità aziendale”, sottolinea Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio, che ha partecipato all’audizione in commissione Industria al Senato.

“Per il settore balneare italiano è assolutamente urgente la piena applicazione in tutti i comuni costieri italiani della norma sull’estensione delle concessioni demaniale fino al 2033. E’ una norma importante per il futuro e, in particolare durante quest’emergenza sanitaria, per dare la stabilità al settore e la spinta necessaria a 30 mila imprese che dovranno aprire la propria attività in una forma ridotta per mantenere le giuste e necessarie misure di sicurezza”, gli fa eco Cristiano Tomei coordinatore Cna Turismo e Balneari.

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