venerdì, 24 Giugno 2022

Accordo Confindustria Alberghi-Unicredit: 300 mln per riqualificare offerta ricettiva

Mira al finanziamento di ristrutturazioni e riqualificazioni delle strutture alberghiere, l'accordo nazionale tra Associazione Italiana Confindustria Alberghi e UniCredit che è stato presentato oggi a Padova nella sede di Confindustria.
UniCredit ha stanziato un plafond complessivo di 300 milioni di euro per l'erogazione di finanziamenti studiati sulle esigenze degli operatori del turismo, per ampliare, costruire, acquistare, ammodernare strutture alberghiere, rinnovarne le attrezzature e gli arredamenti, rimuovere le barriere architettoniche, sistemare gli impianti e adeguare i materiali alle normative più recenti. I finanziamenti, rimborsabili su un orizzonte temporale massimo di 8 anni per i prestiti di natura chirografaria e di 22 anni per quelli ipotecari, sono personalizzabili sulla base delle specifiche necessità: il piano di ammortamento, ad esempio, può essere impostato su rate costanti, su rate a quota di capitale fissa o costruito in base alla stagionalità dell'attività svolta.  
"L'accordo con UniCredit – osserva Giorgio Palmucci, presidente Associazione Italiana Confindustria Alberghi – è strategico per il nostro settore, che deve superare la crisi di questi ultimi anni e attrarre i nuovi flussi di turisti attesi nel prossimo futuro. Tra gli elementi rilevanti emerge la durata del finanziamento che potrà arrivare sino a 22 anni di cui 2 di preammortamento. Una boccata di ossigeno per il settore alberghiero che vede in questo specifico strumento finanziario un motore di rilancio per migliorare un'offerta di qualità anche in preparazione di Expo 2015".
Per Antonello de' Medici, presidente Federturismo Veneto, "si aprono nuovi spazi per gli investimenti nel nostro settore con condizioni innovative per durata e specificità dei finanziamenti. Adesso sta agli imprenditori piccoli, medi e grandi cogliere le opportunità e recuperare fiducia nonostante le difficoltà. Solo innovando si possono recuperare vantaggi competitivi".

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