Federalberghi, Bocca resta: turismo tiene ma rischia


Dopo l’anno record del 2025 e i primi tre mesi sotto l’adrenalina di Milano-Cortina il turismo italiano tiene ma lo spettro dei conflitti non si può ignorare, aggravato dalla tagliola del caro petrolio e del caro energia che si fa sempre più stringente. La pensa così Bernabo, appena rieletto presidente di Federalberghi per il sesto mandato consecutivo.

I dati Istat certificano per l’ennesima volta quanto il turismo, con le presenze cresciute del 2,3% anche nel 2025, segno di una domanda internazionale ancora solida, nonostante un lieve calo degli arrivi, sia uno dei pilastri dell’economia italiana. Le tensioni geopolitiche stanno però facendo crescere nuove incertezze e rallentando le prenotazioni, in particolare dal mercato nordamericano. “Per l’Italia – ragiona Bocca – che ha costruito una parte importante della propria crescita proprio sulla capacità di attrarre visitatori internazionali, questo significa una cosa molto semplice: non possiamo permetterci di dare nulla per scontato”.

Inoltre le incognite relative al costo dell’energia rappresentano una forte ipoteca non solo sui risultati di quest’anno ma sulle prospettive per gli anni a venire. “Dobbiamo rafforzare la promozione, presidiare i mercati strategici e continuare a offrire un’immagine di affidabilità, sicurezza e qualità che sia più forte di qualsiasi scenario di crisi. Ma tutto questo non possiamo farlo da soli. Abbiamo bisogno che il Governo, che le amministrazioni centrali e locali siano al nostro fianco”.

Forse anche per questo all’assemblea elettiva di Federalberghi arriva anche la premier Giorgia Meloni. Ad accoglierla oltre al neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi e i colleghi Francesco Lollobrigida e Adolfo Urso. Dopo un ringraziamento alla dimissionaria Daniela Santanchè per il lavoro svolto, Meloni dice con un sorriso a Mazzi di aver un po’ sofferto “al dover mollare la delega. Sono stata forse il ministro del turismo meno longevo della storia… ma occuparsi di turismo credo sia una delle cose più stimolanti che si possano fare”. E poi dice ancora: “Il turismo è in buona sostanza un pezzo di noi, un pezzo molto significativo di noi. Il turismo è il comparto che ci identifica e ci caratterizza. E che in qualche maniera racconta al mondo, meglio di qualsiasi altra cosa, cosa significhi essere italiani”.

Meloni riconosce che “l’Italia continua a scalare la classifica globale dei Paesi più visitati. Il turismo italiano è tornato forte, solido e in salute grazie agli operatori che si sono rimboccati le maniche”. E rassicura: “Noi in questo quadro abbiamo cercato di fare quello che compete alla politica. Ma lo Stato non crea ricchezza. Il lavoro non si crea per decreto, quello che deve fare lo Stato è mettere gli imprenditori nelle migliori condizioni di competere e produrre ricchezza”. Anche sulle tensioni geopolitiche la presidente del Consiglio non si tira indietro e sottolinea che “l’instabilità sta piano piano diventando la nostra normalità, con un quadro che cambia ogni minuto”.

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