Codici chiede al Governo chiarezza sui voucher per i viaggi annullati

Con una lettera indirizzata al Governo, l’associazione Codici torna ad accendere i riflettori sul rimborso per i viaggi annullati. In tanti stanno contattando lo Sportello di assistenza speciale predisposto da Codici per chiedere assistenza sull’utilizzo dei voucher proposti dalle compagnie e dalle agenzie.

“Molti consumatori – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – non vorrebbero accettare i voucher proposti, perché non sanno se e quando potranno effettuare il viaggio, e preferirebbero ricevere un rimborso in denaro. L’articolo 28, comma 5, del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020 ha stabilito che, in caso di annullamento della vacanza durante l’emergenza Covid-19, il TO possa scegliere se restituire il prezzo o emettere un voucher in favore del viaggiatore, di importo pari a quello versato e da utilizzare entro 1 anno dall’emissione. Il legislatore, però, non ha previsto cosa accadrà alla scadenza dei 12 mesi in caso di mancato utilizzo del voucher. Senza addentrarci nei problemi giuridici che nascono da un decreto emergenziale in evidente contrasto con la normativa comunitaria e con il Codice del Turismo, che attribuisce sempre al consumatore il diritto di scegliere tra rimborso in denaro o riprotezione su altro viaggio, è chiaro che per uscire con meno danni possibili da questo periodo storico unico bisogna fare appello alla politica e al senso di responsabilità di ciascuno di noi.
Siamo convinti che nel settore turistico servano interventi economici di sostegno incisivi e che mai come in questo momento le adv abbiano bisogno di liquidità per non chiudere i battenti. Il problema, però, non si può risolvere comprimendo i diritti dei consumatori, che hanno bisogno di liquidità per fare la spesa e pagare le bollette. Affrontare il problema della legittimità dei voucher rispetto alla normativa europea non risolverebbe la questione. Di certo sarebbe folle oggi pretendere dalle adv i rimborsi in denaro delle vacanze annullate a causa del Covid-19, perché significherebbe dare un’ulteriore batosta a uno dei settori più colpiti da una crisi da cui dobbiamo uscire senza perdere alcun pezzo. Al tempo stesso, però, è necessario un intervento che regolamenti in modo corretto e dettagliato l’utilizzo di questi voucher ed è quello che chiediamo. Ad esempio, dobbiamo sapere cosa accadrà alla scadenza dell’anno di emissione ed è per chiarire aspetti del genere che abbiamo deciso di chiedere l’intervento del Governo, prima che la situazione diventi ancora più complicata e confusa, creando tensione”.

“In Francia – dice l’avvocato Stefano Gallotta, Responsabile del settore Trasporti e Turismo di Codici – un’ordinanza del 25 marzo ha previsto che l’operatore turistico possa offrire voucher con una durata di validità di 18 mesi dall’emissione, ma, alla scadenza di questo periodo, se il cliente non ha utilizzato il proprio credito, può ottenere un rimborso monetario, perché se si facessero avanti tutti i clienti contemporaneamente per ottenere il rimborso, si arriverebbe al fallimento generale a causa delle ingenti perdite del settore. In Italia non c’è alcuna chiarezza su questo aspetto, come sulle relative modalità di utilizzo, sulla cedibilità a terzi e questo porterà inevitabilmente ad un’infinità di contenziosi. Non è certo questa una prospettiva auspicabile”.

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