Decreto Cultura causerà chiusura di 100 mila imprese turistiche
Prevede la restrizione dell'uso di spazi esterni nei centri storici

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Il Decreto Cultura rischia di trasformarsi in un'ecatombe per i bar e i ristoranti dei centri storici italiani. E' l'allarme lanciato da Confesercenti che ricorda come già nella Penisola, da gennaio ad agosto 2013 abbiano chiuso i battenti 18mila imprese attive nel settore dell'alloggio e della ristorazione.
Confesercenti sottolinea infatti che l'eventuale restrizione dell'uso di spazi esterni nei centri storici, prevista nel Decreto Cultura, "potrebbe essere fatale per i bar e i ristoranti delle nostre città. Ne sarebbe coinvolto circa il 30% dei pubblici esercizi italiani, per un totale di 100mila imprese, che si troverebbero improvvisamente a fronteggiare riduzioni molto consistenti del fatturato, fino al 40% del totale, mettendo a rischio di chiusura 30.000 attività".
"I pubblici esercizi dei nostri centri storici non offrono solo servizi – spiega Esmeralda Giampaoli, presidente di Fiepet, federazione pubblici esercizi della Confesercenti – ma sono parte integrante dell'esperienza che cercano i turisti: prendere un caffè a Piazza San Marco a Venezia o mangiare un piatto di spaghetti di fronte al Colosseo permette di vivere l'Italian Style, almeno per un attimo". Non solo, secondo la confederazione, il decreto cultura potrebbe far sparire i numerosi mercati storici che rendono vive le piazza d'Italia. 

 

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