Cresce la spesa degli stranieri, ma è concentrata in quattro regioni
13 Luglio 2026, 12:20
Il turismo estero continua a spingere i consumi. Se nel 2025, la spesa totale dei viaggiatori stranieri è stata di poco più di 56,7 miliardi, 2,5 miliardi in più rispetto al 2024 (+4,6%), per il 2026 dovebbe crescere del +3,9% sull’anno, raggiungendo i 58,9 miliardi (+2,2 miliardi). È quanto emerge dalle stime e dalle elaborazioni condotte da CST – Centro Studi Turistici di Firenze per Confesercenti su dati Banca d’Italia.
La quota principale di spesa dei turisti stranieri è stata destinata all’ospitalità (45,2%), seguita dalla ristorazione (23%) e dagli acquisti di beni presso la rete commerciale (15,2%). Calano invece le spese per il trasporto interno, unica voce in rosso, che perde 261 milioni di euro (-4,6%) rispetto al 2024.
Pur rappresentando una quota minore in termini assoluti (+551 milioni di €), la categoria altri servizi ha registrato la crescita percentuale più alta in assoluto (+15,7%). In questa voce convergono le visite guidate, escursioni, ingressi ai musei, concerti, esperienze personalizzate e servizi di benessere, a dimostrazione di una domanda estera sempre più orientata al “turismo d’esperienza”.
Le prime quattro regioni per spesa assorbono quasi il 56% dei consumi dei visitatori stranieri: Lazio (10,2 miliardi, il 18,1%), Lombardia (9,9 miliardi circa, il 17,6%) e Veneto (6,3 miliardi, pari all’11,1%) e Toscana (5,3 miliardi, per il 9,4%). Tra le altre regioni emergono Campania con 3.390 milioni di € (6,0% del totale) e Trentino-Alto Adige con 3.069 milioni di € (5,4% del totale). Le regioni con il minor impatto di spesa da parte di viaggiatori stranieri sono invece la Basilicata (60 milioni di €) e il Molise (37 milioni di €).
Di contro, il Friuli-Venezia Giulia mostra una struttura di spesa unica nel suo genere, dove i turisti stranieri spendono più per lo shopping (36,5%) che per l’alloggio (27,2%). In Trentino-Alto Adige si registra invece la percentuale più alta d’Italia dedicata all’alloggio, che assorbe ben il 54,1% del budget totale dei viaggiatori nella regione.
Dai dati emerge che il turismo culturale e nelle città d’arte è il motore trainante della domanda straniera: genera 21.639 milioni di €, cioè il 56,8% di tutta la spesa per vacanze in Italia. La vacanza al mare è al secondo posto con 8.232 milioni di € (21,6% del totale vacanze). La vacanza in montagna genera invece 3.588 milioni di € (9,4%).
“Il turismo internazionale si conferma un motore economico insostituibile per il nostro Paese, con ricadute positive non solo sulle imprese dell’alloggio, ma anche della ristorazione, del commercio e dei servizi – sottolinea il presidente di Confesercenti Nico Gronchi -. Non basta però intercettare la domanda: bisogna governarla. Con quasi il 56% della spesa concentrato in quattro regioni, stiamo chiedendo a poche mete di sostenere da sole il peso di flussi che potrebbero, e dovrebbero, essere distribuiti su tutto il Paese. Un problema doppio: da una parte il rischio di sovraffollamento e perdita di vivibilità nelle mete più visibili; dall’altra territori con un enorme potenziale turistico, enogastronomico e culturale che restano ai margini della crescita. Per questo chiediamo alle Istituzioni, a partire dall’Esecutivo, di mettere il governo del turismo sul territorio al centro dell’agenda”.