Hormuz presenta il conto: stangata di 700 mln sulle vacanze
23 Luglio 2026, 12:00
La crisi di Hormuz “presenta il conto alle vacanze degli italiani: il rincaro dei carburanti seguito al riacutizzarsi del conflitto potrebbe determinare, nei soli mesi di luglio e agosto, una maggiore spesa per famiglie di circa 700 milioni di euro.
Secondo l’Ufficio Economico Confesercenti, che ha preso in esame il periodo dal 4 luglio – giorno in cui è ripartito il “prezzo di mercato” dopo la scadenza del precedente decreto “taglia accise” – al 22 luglio.
“Il prezzo della benzina – sottolinea – è aumentato di 13,5 centesimi (7,5%) al litro, mentre quello del gasolio è cresciuto di circa 23 centesimi (12,5%). Per un rifornimento da 50 litri significa spendere rispettivamente 7 e 11 euro in più”.
L’accelerazione si è concentrata dopo l’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz: in appena una decina di giorni – si legge nello studio – “i prezzi sono saliti in media di circa 12 centesimi al litro, con un aggravio per gli automobilisti stimabile in circa 140 milioni di euro solo in questo periodo. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l’impatto complessivo tra luglio e agosto raggiungerebbe dunque i 700 milioni di euro per le famiglie e le piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria”.
L’auto resta il principale mezzo di spostamento delle vacanze di prossimità, “e il costo del pieno finisce direttamente sul budget della vacanza, in una stagione che il Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti dà in crescita contenuta (+1,1%) gli arrivi e i pernottamenti (+1,3%). L’associazione esprime preoccupazione anche per il ritorno delle tensioni sull’energia che, combinate con le temperature eccezionalmente elevate e con l’incremento dei consumi elettrici per il raffrescamento, “rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba per i bilanci di famiglie e imprese.”
Per il presidente dell’associazione, Nico Gronchi, “la maggiore spesa per il pieno dell’auto o del camper, i possibili rincari di voli e traghetti, gli eventuali supplementi carburante e l’aumento delle tariffe del trasporto turistico ridurranno inevitabilmente le risorse che i vacanzieri potranno destinare a consumi, ristorazione, shopping, con un forte impatto negativo per i sistemi economici territoriali. Bisogna dunque agire subito”.