mercoledì, 21 Ottobre 2020

Donne al potere nel turismo, un’eccezione. Eppure il comparto è pink

Tante donne nel turismo, poche al comando Indagine Fiavet, la pandemia peggiora situazione  Il turismo è uno dei settori a più alta presenza femminile ma il soffitto di cristallo da sfondare per far raggiungere anche alla signore “posizioni di potere” è ancora molto alto e molto spesso. Lo conferma l’indagine “Potere Rosa” commissionata dalla presidente di Fiavet, Ivana Jelinic, a Roberto Gentile e patrocinata dall’Ente Nazionale Bilaterale per il Turismo che è stata presentata al TTG Travel Experience a Rimini.

Il Global Gender Gap Report 2020 del World Economic Forum colloca l’Italia al 76/o posto nel mondo su 149 Paesi censiti e siamo il terz’ultimo Paese europeo per occupazione femminile (peggio solo Macedonia e Turchia) ma nel turismo nel 2020 le donne rappresentano il 52,6% degli occupati, ovvero 684.206 a fine agosto.

Nell’intermediazione turistica la percentuale di lavoro femminile tocca il 72,5% (23.554 donne) ripartite tra 5.852 imprese. Le donne sono più studiose, fanno di tutto per essere vincenti nel lavoro, ma difficilmente diventano presidente, direttore, amministratore delegato. Nel turismo un uomo su due sa di avere più possibilità lavorative rispetto a una collega donna e, in un caso su tre, ciò è ritenuto in qualche misura “accettabile”.

“Questa cultura della disuguaglianza temo non cambierà con l’avvicendarsi generazionale se non si interviene a livello economico, normativo e soprattutto culturale” afferma la Jelinic. Con la pandemia, infatti, le donne sono quelle più a rischio, e già stanno sorgendo i primi movimenti propositivi su questo tema, come “Half of it” partito da Alexandra Geese, parlamentare europea che propone di allocare metà delle risorse previste dal Recovery Fund in investimenti per riforme strutturali nell’ambito delle politiche educative e di genere, altrimenti i beneficiari saranno come sempre settori a prevalenza maschile (costruzioni, trasporti, digitale) mentre il turismo, dove sono occupate prevalentemente donne, rimarrà al palo.

“Potere Rosa” dimostra che i mestieri in cui le donne sono predilette continuano ad essere quelli che riguardano la cura della persona, in cui l’attività prevalente è accudire ed organizzare. Quindi: hostess, ma non pilota; agente di viaggio, ma non amministratore delegato di un gruppo turistico. “Noi donne – aggiunge Ivana Jelinic – possiamo fare le banconiste, le agenti di viaggio, mentre ai vertici dell’industria turistica arriviamo quasi sempre per eredità, per matrimonio, o con molte difficoltà”.

La pandemia e lo smart working non stanno aiutando: “Questa storia del multitasking e della nostra capacità di adattarci, fa sì che la situazione della donna peggiori sempre più – spiega la presidente – lavoriamo il triplo, per salvare tutto, e se non sia mai nostro figlio a scuola starnutisce, dobbiamo restare ferme a casa, abbassando le serrande dell’agenzia di viaggi, perdendo la continuità d’impresa, alla base della fidelizzazione della domanda, già vacillante senza il prodotto”. Infine la presidente di Fiavet parla anche della sua personale esperienza: “In questo Paese si pensa che più sei bionda meno sei in grado di capire normative, tributi, investimenti…”.

News Correlate