Emily in Paris sdogana il ‘dormire dalle suore’


Un dettaglio narrativo di due episodi (III e IV della quinta stagione) della serie Netflix ‘Emily in Paris’ sta accendendo i riflettori internazionali su un segmento dell’ospitalità italiana spesso poco conosciuto all’estero: le Case per Ferie e le foresterie di ispirazione religiosa.

Il quotidiano inglese The Times ha dedicato un articolo al tema, partendo proprio dal soggiorno romano di uno dei personaggi, Luc, che nella serie alloggia ‘dalle suore’ e commenta con entusiasmo la convenienza e la posizione centrale della struttura.

Secondo quanto riportato dal giornale, l’episodio – in cui viene citata esplicitamente l’economicità di queste accoglienze – ha suscitato grande curiosità nel pubblico anglosassone, interessato a soluzioni “ben posizionate” e a budget contenuto, percepite anche come pulite e sicure.

L’articolo (firmato da Julia Buckley, inviata a Roma dal The Times per testare le accoglienze) evidenzia che la struttura mostrata nella serie è fittizia e caricaturale, ma rimanda a un’abitudine reale: in Italia esiste una rete molto ampia di ospitalità religiosa. Vengono citati quasi 3.000 immobili con camere, con una concentrazione significativa nel Lazio (518 strutture), e oltre sei milioni di persone che ogni anno scelgono questa tipologia di soggiorno.

Nell’approfondimento viene ricordato anche il ruolo sociale di molte di queste realtà: aprire al pubblico parte degli spazi consente alle congregazioni di sostenere i costi di gestione e, in numerosi casi, di finanziare attività e progetti caritatevoli e assistenziali. Sul punto, viene riportata la riflessione di Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana (ORI), che sottolinea come scegliere queste soluzioni permetta spesso di “pagare meno” contribuendo indirettamente a iniziative solidali.

Il pezzo richiama infine alcuni elementi pratici spesso richiesti dai viaggiatori internazionali: regolamenti interni (talvolta un orario di rientro), modalità di accesso, gestione professionale dei servizi e apertura a ospiti di ogni provenienza e credo. Aspetti che –complice la notorietà della serie Netflix– stanno diventando oggetto di ricerche e conversazioni anche fuori dall’Italia.

L’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana accoglie con interesse questa attenzione internazionale, che può contribuire a far conoscere un patrimonio di ospitalità diffuso capillarmente e spesso collocato in aree centrali o di grande pregio storico-artistico. L’Associazione invita media e operatori a considerare queste strutture non come una curiosità, ma come una componente stabile e organizzata dell’accoglienza italiana, capace di unire sostenibilità economica, sicurezza e valore sociale.

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