La professione di guida turistica è a rischio?


Il Comitato Guide Future torna a incalzare il ministero del Turismo dopo le recenti dichiarazioni della ministra Daniela Santanchè. Se da un lato nelle dichiarazioni la strategia nazionale punta su piccoli
Comuni e aree interne per decongestionare le grandi mete, dall’altro i dati dell’ultimo esame nazionale per Guide Turistiche raccontano una storia diversa: solo l’1,88% dei candidati (230 su oltre 12 mila) è risultato idoneo a livello nazionale.

Invece di coltivare un ambiente favorevole alla crescita del turismo di qualità, il Governo risponde con barriere immotivate e pesanti ingessature, trasformando un’opportunità di sviluppo per l’intero territorio in un vicolo cieco per migliaia di talenti qualificati e una carenza di servizio per i visitatori.
La selezione, attesa da oltre 10 anni, doveva abilitare nuove Guide Turistiche per rispondere al fisiologico ricambio generazionale e alla vertiginosa crescita della domanda di esperienze guidate sul nostro territorio; ha invece sbarrato la strada al 98% delle candidate e dei candidati, tra cui laureate/i magistrali in archeologia, storia dell’arte e discipline affini.

Senza un numero adeguato di guide abilitate, il progetto di rilancio dei piccoli borghi, così come la gestione critica dell’Overtourism urbano, secondo il Comintato, rischia di favorire solo l’abusivismo e il mercato opaco dei patentini esteri, disperdendo il capitale umano qualicato che la Ministra dichiara di voler tutelare. Pertanto, il Comitato Guide Future chiede una riforma immediata dell’Esame e invita a sostenere la petizione attiva su Change.org cliccando qui.

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