lunedì, 5 Dicembre 2022

Operatori turismo plaudono detassazione mance al 5%

Gli operatori del mondo del turismo plaudono alla misura fortemente voluta dalla ministra Daniela Santanchè sulla detassazione delle mance dei camerieri, che è stata inserita nel testo della manovra approvato lunedì dal Consiglio dei ministri, in quanto ritengono giusto e incentivante premiare gli addetti che lavorano con merito, anche se rimangono scettici sul fatto che questo possa aiutare a colmare la grave mancanza di personale del settore.

“E’ un segnale piccolo e importante – ribadisce la ministra all’assemblea dell’Anci – che fa capire che chi svolge il proprio lavoro bene e con merito questo governo lo vuole premiare e aiutare, non certo punire. Finora le mance dei camerieri di ristoranti e alberghi avevano la stessa tassazione del lavoro dipendente, ora c’è una tassazione del 5% sia da parte del dipendente che del datore di lavoro. Eravamo l’unico Paese in cui le mance erano tassate”.

“Non so se riuscirà a favorire l’occupazione nel comparto – rileva ragionando con l’ANSA Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti – ma la riduzione del carico fiscale mi sembra giusta. Sarebbe necessario, però, favorire anche la possibilità di lasciare mance con carte e bancomat: un’esigenza sentita soprattutto dai turisti stranieri. In Francia Macron ha annunciato una misura di detassazione per le somme lasciate dai clienti ai dipendenti con transazione elettronica. Fare questo in Italia, però, è complicato. Si dovrebbe intervenire, creando un meccanismo semplice e chiaro che permetta al datore di riscuotere le mance pagate con moneta elettronica, magari insieme al conto, e girarle al dipendente cui sono destinate”.

La differenza tra l’Italia e gli altri Paese è messa in luce anche dal presidente di Federalberghi Bernabò Bocca: “La mancia in Italia è un gesto liberale che premia un dipendente che ha lavorato bene mentre all’estero è proprio una percentuale del conto. Il fatto che finora fosse assimilabile a un ricavo d’impresa è una follia, perché a un certo punto è un merito del dipendente ed è giusto che il dipendente ne abbia la maggior cifra possibile. Anche il 5% mi sembra troppo, dovrebbe essere netta. Noi siamo abituati ai 10 euro di mancia – spiega – ma in Italia stanno arrivando sempre più aziende di lusso e in quei casi le mance possono essere cifre importanti. Non risolverà certo il problema della carenza dei camerieri, però aiuta. E’ giusto remunerare chi presta bene un servizio in Italia, anche perché con le regole italiane è difficile avere la meritocrazia”.

Importante la precisazione che arriva da Lino Stoppani, presidente di Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi Confcommercio: “E’ una mossa che presenta una triplice giusta finalità: prima quella di far emergere gettito imponibile favorendo l’emersione di importi collaterali che prima transitavano senza essere tassati. Inoltre semplifica gli aspetti di una natura amministrativa e terza in linea generale non aggrava di costi eccessivi quella che era la norma attuale. E’ chiaro che dovremo fare un intervento contrattuale perché oggi il contratto della ristorazione italiana, che è firmato da Fipe e che è quello più applicato, scrive esplicitamente che mance sono vietate”.

“E’ una manovra apprezzabile – dice Marina Lalli, presidente di Federturismo Confcommercio – perché sempre più spesso con gli stranieri il pagamento avviene tramite carta di credito oppure la mancia non viene lasciata perché non hanno proprio la valuta. Sicuramente è un giusto riconoscimento per il lavoro dei nostri dipendenti. Speriamo che arrivino anche provvedimenti più generali per risolvere le altre questioni sospese del nostro settore”.

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