mercoledì, 21 Ottobre 2020

Parte da Roma la campagna di Al Kawari a dg dell’Unesco

“Sono un cittadino del mondo, figlio della cultura araba, che ha vissuto gran parte della vita tra Europa e Stati Uniti, nell’interesse e nel “rispetto per le culture degli altri Paesi”. Con queste parole si presenta Hamad Bin Abdulaziz Al Kawari, candidato del Qatar alla successione alla bulgara Irina Bokova a dg dell’Unesco.    

Già ambasciatore in Francia, negli Usa e presso l’Onu e la stessa Unesco, oltre che ex ministro della Cultura del Qatar e fondatore del Centre for Media Freedom di Doha, Al Kawari ha deciso di far partire da Roma la sua campagna per la successione  perché, ha sottolineato, “l’Italia è un grande museo, e uno dei primi compiti del dg dell’Unesco è difendere i beni culturali del mondo”.

Al Kawari ha messo l’istruzione e l’educazione di qualità al centro del suo programma, insieme all’obiettivo di far stanziare più risorse per la missione dell’Unesco nel mondo. D’altronde il Qatar è stato il solo Paese, sottolinea con orgoglio, ad aver stanziato 10 milioni di dollari proprio per il fondo Unesco per la conservazione del patrimonio culturale, in soccorso alla organizzazione Onu che vive, sottolinea, una crisi finanziaria.   

“Saluto la decisione italiana di stanziare per ogni euro destinato alla sicurezza anti-terrorismo anche un euro per la cultura – ha detto Al Kawari – Una scelta quella italiana che riflette un alto grado di coscienza sugli strumenti necessari per affrontare questo estremismo”.    

“La presenza all’Unesco di un personaggio arabo moderato, con un’esperienza diretta delle culture di altre parti del mondo – continua Al Kawari – potrà aiutare “ad affrontare culturalmente il problema di quella minoranza deviante dal vero Islam. Questi terroristi – aggiunge – non mirano ad uccidere le persone, ma a colpire il loro spirito e la loro coscienza e distruggere le relazioni tra loro”.   

Al Kawari,per la sua corsa ai vertici dell’Unesco, – dovrà confrontarsi con altri due candidati del mondo arabo, del Libano e dell’Egitto.    

 

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