Governo: entro un mese la mini-Alitalia, newco con 25-30 aerei

Alitalia è strategica e tornerà ad essere la compagnia di bandiera. Ma la newco che la farà decollare partirà da dimensioni molto ridotte, appena un quarto di quelle attuali. A questo stanno lavorando il Governo e il commissario straordinario Giuseppe Leogrande, che puntano a fare in fretta, dando vita alla nuova Alitalia nazionalizzata in poco più di un mese, perché la liquidità in cassa sta terminando.

 

La nuova rotta per la compagnia, improntata col decreto Cura Italia, è stata illustrata ai sindacati nel corso di una videoconferenza convocata dal ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, cui hanno partecipato anche i ministri dei trasporti Paola De Micheli e del Lavoro Nunzia Catalfo, oltre al commissario Leogrande. Il Governo ha ribadito la strategicità della compagnia resa ancora più evidente da questa situazione legata all’emergenza coronavirus e ha confermato la strada della newco pubblica.

L’elemento nuovo emerso nella riunione riguarda il perimetro della nuova società che, come anticipato in mattinata da Patuanelli in un’intervista a Repubblica, sarà “limitato”, cioè “proporzionato alla capacità di fatturare di oggi”. Tradotto, la newco partirà con una flotta di 25-30 aerei, cioè quelli che stanno volando in questo momento di emergenza Covid-19, ovvero un quarto della flotta totale attuale che conta 113 velivoli. Se ci fosse una riduzione analoga anche per il personale, si arriverebbe a circa 3 mila dipendenti dagli attuali 11 mila. Riportando così la compagnia ai livelli del 1957, all’Alitalia Lai nata dalla fusione con Lai, che contava circa 3 mila dipendenti e 37 aerei. Ben lontani quindi dagli anni 2001-2004, quando l’Alitalia di cui era azionista lo Stato aveva oltre 20 mila dipendenti e una flotta di 160-185 aerei.

La newco verrà costituita al più presto, un mese o poco più, e nel consiglio di amministrazione entrerà anche un rappresentante dei lavoratori. Elemento che trova il plauso dei sindacati, preoccupati però dalla mancanza di un piano di crescita della compagnia una volta finita l’emergenza. “La nuova Alitalia deve nascere con un’idea di sviluppo ed aumento dei voli, superata la fase emergenziale”, avverte la Cgil insieme alla Filt, chiedendo che l’eventuale piano industriale sia “a tutela dell’occupazione”. Giudizio sospeso dalla Uil e Uiltrasporti, che attendono dai prossimi incontri (forse già lunedì 30) chiarimenti sul perimetro della newco, l’organico dei lavoratori, la flotta e “sui progetti di crescita che si devono mettere necessariamente in campo in previsione della ripartenza del mercato”. Chiedono rilancio anche Cisl e Fit, secondo le quali questa situazione di emergenza “non può essere il punto di riferimento per costruire l’Alitalia futura”. Non mancano i dubbi su come tutto questo si integrerà – fa notare l’Fnta – con l’esito del bando per la vendita che ha già raccolto 8 manifestazioni di interesse, di cui 3 per l’intera compagnia.

Intanto l’effetto coronavirus rischia di pesare ancora di più sui dipendenti della compagnia. La proroga della cigs chiesta dall’azienda fino al 31 ottobre (per 3.960 dipendenti, di cui 2.785 solo per il coronavirus) rischia di far lievitare i dipendenti coinvolti fino a quasi 6 mila: per oggi è in programma l’incontro con i sindacati e il Ministero del lavoro per chiudere la trattativa, ma è difficile che su questi numeri si raggiunga un’intesa sulla procedura, che scatterà quindi con il mancato accordo dei sindacati.

News Correlate