giovedì, 22 Aprile 2021

Alitalia, nodo Ue e slot Linate, mentre cresce protesta dipendenti

Nell’anno nero del Covid Alitalia ha assorbito meglio di altre compagnie aeree l’impatto che le restrizioni hanno avuto sul settore del trasporto aereo. I dati di bilancio mostrano come l’incidenza del risultato netto sui ricavi abbia registrato un calo inferiore a quello di altre compagnie. Il 2020 si è chiuso con una perdita netta di 484 milioni e ricavi per 1,101 miliardi, l’incidenza del risultato netto sui ricavi è stata pari al -44%. Per il Gruppo Lufthansa (Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines, Eurowings, Brussels Airlines e Air Dolomiti) questo indicatore segna un -49%, per il Gruppo Air France-Klm -64% e per il Gruppo Iag (British Airways, Iberia, Vueling e Aer Lingus) -89%.

Intanto, però, le sorti della compagnia restano appese a un filo con una battaglia aperta su due fronti: da un lato la trattativa con l’Ue per cercare di far decollare la newco Ita e dall’altro la rabbia dei dipendenti che hanno ricevuto poche centinaia di euro, in alcuni casi anche meno, come stipendio di marzo. Con la Commissione europea ormai è un braccio di ferro tanto che lo stesso ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, nei giorni scorsi ha parlato di uno “stallo” nei negoziati con la Commissaria Ue Margrethe Vestager. Comunque le parti vanno avanti e dopo la pausa pasquale dovrebbero riprendere gli incontri tecnici. Tra i principali ostacoli c’è il numero degli slot Alitalia a Milano Linate, ossia i diritti di decollo e atterraggio che Bruxelles vorrebbe tagliare, e il marchio, che per la newco dovrebbe essere diverso da quello storico, sostiene la Commissione. La partita sugli slot, secondo gli esperti legali, potrebbe anche finire in tribunale in uno scontro tra l’Italia e l’Ue. Ma qualcuno paventa anche che all’orizzonte ci sia un piano B che preveda il fallimento di Alitalia in modo da creare una compagnia completamente nuova, sul modello dell’elvetica Swissair dalle cui ceneri nacque Swiss che fu poi integrata nel gruppo Lufthansa.

Per quanto riguarda gli stipendi, sono stati ridotti del 50% e sulla busta paga pesa anche il fatto che l’azienda non anticipa la cassa integrazione, che deve essere versata dall’Inps, spiega la Filt Cgil. La compagnia ha oltre 6 mila dipendenti in cassa integrazione a rotazione. E così il mancato anticipo aziendale della cig e di altre forme di sostegno, come il contributo per il fondo aereo, ha fatto sì che molti assistenti di volo abbiano ricevuto sul conto somme di soli 50 euro. Tra i dipendenti la rabbia è tanta: per il 14 aprile è prevista una manifestazione sotto il Mise che, annunciano le sigle sindacali, sarà preceduta da diverse iniziative assembleari. Già stamattina, ad esempio, circa trecento dipendenti, tra operai, impiegati e hostess, hanno sfilato in corteo in strada, davanti al terminal 3 Partenze di Fiumicino.

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