martedì, 20 Aprile 2021

Alitalia: cigs ridotta e il 7 gennaio audizioni Leogrande e Lufthansa

Cala ancora il numero de cassaintegrati di Alitalia: la proroga di tre mesi per l’ammortizzatore sociale si limiterà a 1.020 dipendenti. Un numero inferiore a quello della procedura attualmente in corso, che interessa 1.075 lavoratori. Ma anche ridotto a confronto con la richiesta avanzata dalla compagnia, che era per 1.180. Il risultato arriva al termine di una trattativa fiume al ministero del Lavoro, con l’accordo tra l’azienda in amministrazione straordinaria e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Non siglano invece, neppur stavolta, i piloti e gli assistenti di volo di Anpac e Anpav.

Nel corso del tavolo sarebbero state anche date rassicurazioni sul rifinanziamento del fondo di solidarietà del settore, che si avvale di un’addizionale sul biglietto. Un contributo che oggi pesa per un euro e mezzo sulla tassa d’imbarco. E su questa cifra si ragiona per ricaricare una dote che a fine anno scade. Un norma ad hoc potrebbe essere inserita nel decreto sul prestito ponte, che stanzia altri 400 milioni per Alitalia e che è atteso in Aula alla Camera tra il 13 e il 14 gennaio. Ma già subito dopo le feste, il 7 del prossimo mese saranno auditi il commissario straordinario, l’avocato Giuseppe Legrande, e Lufthansa, il vettore tedesco interessato all’ex combina di bandiera in una versione però ‘slim’, ristretta di fatti alla parte aviation con tanto di esuberi. Alla finestra però ci sono anche l’americana Delta, che dovrebbe essere la prima ad incontrare Leogrande, e Air France-Klm. Una strada quest’ultima che permetterebbe ad Alitalia di restare nella stessa alleanza dei cieli (Sky Team), mentre Lufthansa fa parte di un’altra partnership (Star Alliance).

Intanto in Gazzetta ufficiale è comparso anche il decreto di nomina del nuovo commissario unico che nel primo mese di attività, è scritto, potrà anche avvalersi della cooperazione e una collaborazione con la precedente terna commissaria. Si tratta di agire su tutte le leve per comprimere le uscite, a partire dal leasing. Evitando gli esuberi con prepensionamenti e scivoli (anche a questo servirebbe il Fondo volo). Ci sarà poi da rinnovare brand e struttura societaria, anche per non incontrare l’opposizione dell’Ue.

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