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easyJet chiede stop tassa passeggeri e Iva. Preoccupa norma rimborsi

“Quando l’emergenza sanitaria sarà terminata dovranno essere prese misure che aiutino le compagnie a rivitalizzare la domanda di trasporto aereo e di turismo”. Lo afferma easyJet nella memoria depositata alla commissione Bilancio del Senato sul decreto Cura Italia. In particolare, la lowcost inglese indica tre misure: sospensione della tassa sui passeggeri, esenzione Iva e sostegno al rilancio del turismo. “Questo gruppo di misure – sostiene EasyJet – potrebbero aiutare il settore a superare più rapidamente la attuale crisi e a ristabilire velocemente normali livelli di connettività, che sono peraltro essenziali per un efficace rilancio dell’economia tutta”. EasyJet esprime inoltre “preoccupazione” sull’articolo 28 del decreto del 2 marzo, che prevede l’obbligo per il vettore di rimborsare il biglietto anche quando questo non sia stato acquistato per partecipare ad un evento poi cancellato per il coronavirus: “L’Italia – osserva – sarebbe l’unico paese europeo a prevedere un rimborso anche nella circostanza in cui il volo non sia stato cancellato”.

Per quanto riguarda la sospensione della tassa sui passeggeri, easyJet osserva che sarebbe opportuno prevederla “per un periodo iniziale di 3 mesi a partire da giugno, eventualmente estendibili sulla base dell’evoluzione dello scenario”: “in questo modo le compagnie aeree potrebbero contenere i costi e i prezzi applicati ai passeggeri, stimolando in modo più efficace la domanda” una volta terminata l’emergenza. Sempre per ridurre la pressione fiscale sulle compagnie, easyJet propone “l’esenzione (o riduzione) temporanea dell’Iva sui voli domestici (aliquota 10%), essendo comunque i voli internazionali già esenti”. Infine, per supportare la domanda di turismo, “auspichiamo che siano stanziate congrue risorse per il rilancio del turismo”.

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