giovedì, 26 Novembre 2020

Ryanair in profondo rosso: perdita netta di 225,5 milioni nel II semestre

Ryanair ha chiuso il secondo trimestre dell’anno fiscale 2021 in rosso, che segue il calo del traffico passeggeri causato dalla pandemia di coronavirus e dalle relative restrizioni di viaggio. La compagnia aerea low-cost irlandese ha contabilizzato una perdita netta di 225,5 milioni di euro nei tre mesi conclusi il 30 settembre, a fronte dell’utile di 910,2 milioni di euro dello stesso periodo dello scorso anno. Escludendo le voci straordinarie, la perdita netta adjusted è risultata pari invece a 22,6 milioni di euro, mentre nel primo semestre il vettore ha registrato un rosso su base rettificata di 196,5 milioni di euro. Anche il fatturato ha evidenziato una contrazione, attestandosi a 1,05 miliardi di euro nel trimestre contro i 3,08 miliardi generati nell’analogo periodo del 2019.
Ryanair si aspetta di ricevere in consegna gli aeromobili Boeing 737 Max-200 all’inizio del 2021, nonostante abbia precisato che le trattative sul compenso non saranno finalizzate finchè l’aeromobile non sarà tornato in servizio e finchè i programmi di consegna revisionati non verranno concordati. Il vettore prevede inoltre che l’anno fiscale 2021 continuerà a essere impegnativo, con perdite nel secondo semestre superiori a quelle della prima metà dell’anno. In aggiunta, a causa dell’elevato grado di incertezza causato dalla pandemia, la società non fornirà alcuna guidance relativa all’utile per il momento.
Ryanair ha ribadito infine che, nonostante si aspetti di trasportare circa 38 milioni di passeggeri nel corso dell’anno, potrebbe essere costretta a tagliare le stime sul dato al ribasso nel caso in cui i governi europei decidessero di imporre altre restrizioni o lockdown durante la stagione invernale, come riporta italiaoggi.it.

Intanto Michael O’Leary, l’amministratore delegato di Ryanair, si scaglia contro il lockdown nel Regno Unito annunciato dal premier britannico Boris Johnson: “La stessa OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha confermato che i lockdown dovrebbero essere l’ultima opzione. I lockdown sono di fatto un fallimento. Se avessimo avuto le risorse per fare test più aggressivi e più tracciamenti, come aveva promesso Boris Johnson con l’iniziativa test e tracciamenti, avremmo potuto evitare un secondo lockdown”, ha tuonato l’ad parlando in un’intervista rilasciata alla Cnbc, secondo quanto scrive finanzaonline.com.

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