Incidente aereo a Istanbul: i morti sono tre. Indagati i piloti

È stato riaperto nella notte l’aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul, dove ieri sera un Boeing 737 della compagnia turca Pegasus Airlines è uscito di pista e si è spezzato durante le manovre di atterraggio, provocando secondo l’ultimo bilancio ufficiale 3 morti – tutti cittadini turchi – e 180 feriti. A bordo c’erano anche 22 stranieri di 12 Paesi, di cui non sono state riferite le nazionalità. Il traffico aereo era stato dirottato per diverse ore sullo scalo principale della città, il Grande Aeroporto di Istanbul, sulla opposta sponda europea del Bosforo, causando numerosi disagi.

Inizialmente, le drammatiche immagini del velivolo diviso in tre grossi tronconi, che ha anche preso fuoco, avevano fatto temere il peggio. Secondo la dinamica ricostruita dal prefetto di Istanbul, Ali Yerlikaya, l’aereo è precipitato in un burrone per 30-40 metri dopo essere uscito di pista. Le immagini trasmesse dalle tv turche mostrano il Boeing che atterra ma non riesce a frenare, fino a uscire dalla pista e schiantarsi contro un muro. Restano incerte al momento le cause dell’incidente. Quando il velivolo è atterrato, alle 18:18 locali (le 16:18 in Italia), su Istanbul c’era forte vento e una pioggia insistente. Secondo alcuni esperti intervistati dai media turchi, le difficili condizioni atmosferiche potrebbero aver contribuito alla perdita di controllo del mezzo. Ma non si esclude neppure che il Boeing abbia iniziato in ritardo e a una velocità eccessiva le manovre d’atterraggio per un errore dei piloti.

Alcune delle persone a bordo sono scese dall’aereo da sole, secondo quanto ha riferito il ministro Turan. Gli altri sono stati evacuati dalle squadre di soccorso, giunte insieme ai vigili del fuoco che hanno domato l’incendio a bordo.

Intanto gli ispettori del ministero dei Trasporti turco hanno preso in custodia e avviato le operazioni per decifrare il contenuto delle scatole nere mentre la procura di Istanbul ha aperto un’indagine per “negligenza” nei confronti dei due piloti. I due piloti, anch’essi rimasti feriti, saranno interrogati dopo le loro dimissioni dall’ospedale.

“Le performance della nostra compagnia sono superiori agli standard richiesti dall’Ue. I nostri aerei sono nuovi. Eventi simili dipendono da molti fattori”, ha aggiunto Nane, senza fornire dettagli specifici sulle cause dell’incidente ma assicurando il massimo impegno per rafforzare ulteriormente la sicurezza dei voli. La procura della metropoli sul Bosforo ha aperto ieri sera un’inchiesta sull’accaduto.

Non è il primo incidente simile che coinvolge la compagnia Pegasus in Turchia. Nel gennaio 2018, un aereo era uscito di pista dopo l’atterraggio all’aeroporto di Trebisonda, restando in bilico su una scogliera a picco sul mar Nero. In quell’occasione, nessuna delle 168 persone a bordo, tra cui 6 membri dell’equipaggio, era rimasta ferita. Le operazioni di rimozione del velivolo erano poi durate diversi giorni. La compagnia low cost turca, che opera diversi collegamenti anche con l’Italia, ha una flotta di 83 aerei e 20 anni di esperienza alle spalle.

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