sabato, 17 Aprile 2021

L’Europa alza nuovi confini per frenare il contagio da coronavirus

Per contenere il contagio da coronavirus che vede l’Europa adesso particolarmente presa di mira, le capitali del Vecchio Continente spaventate dalla pandemia da Covid-19 innalzano all’improvviso confini e muri tra gli Stati. La Germania ha deciso di chiudere la frontiera con la Francia, oltre che i confini con Svizzera e Austria. Per vigilare sul rispetto dell’isolamento quasi completo imposto nel fine settimana dal governo di Pedro Sanchez, sono stati schierati anche i militari dell’esercito a pattugliare le strade di Madrid e di altre città spagnole mentre i droni volano per controllare i movimenti. Siviglia ha deciso di annullare tutte le manifestazioni previste per la Settimana santa, inclusa le celebri processioni che attirano ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo per l’emergenza coronavirus. L’epidemia da Covid-19 in Spagna sta pesando sul settore del turismo. Secondo l’associazione degli albergatori spagnoli, prenotazioni sono già calate del 20-30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, soprattutto in Catalogna, Valencia e le Baleari. Soffrono anche Madrid e Barcellona con il 20% e il 24% di prenotazioni in meno.

Il Portogallo chiude il confine con la Spagna ai turisti per almeno un mese, ma non a chi viaggia per motivi di lavoro.

Si allunga anche la lista di chi segue il modello italiano e ferma tutto. E’ il caso, da ultima, dell’Austria dove saranno chiusi negozi, ristoranti, parchi giochi e campi sportivi. Come nel nostro Paese e come in Spagna, saranno inoltre consentiti solo gli spostamenti inderogabili.

Anche tutta la Repubblica Ceca, che aveva già deciso di chiudere le frontiere, sarà ora messa in quarantena.
L’ultima misura adottata in Francia – dove si è votato per le municipali, anche se con un prevedibile tracollo dell’affluenza – è stata ridurre drasticamente i trasporti a lungo raggio. Il traffico ferroviario sarà dimezzato e rimarranno operativi soltanto alcuni voli internazionali. Chiusi anche tribunali e sospesi i processi.

Pure nel Regno Unito, dove sono ormai quasi 1.400 i contagi e 35 i morti, il governo britannico di Boris Johsnon si starebbe preparando ad abbandonare la linea della flemma tenuta finora e a imporre una prima restrizione di massa sul fronte dell’emergenza. Dalla prossima settimana potrebbe essere decisa una quarantena obbligatoria, con auto-isolamento in casa fino a 4 mesi, per tutti i cittadini da 70 anni in su, anche senza sintomi.

Intanto il Marocco ha chiuso tutte le frontiere: sospesi tutti i voli da e per Germania, Olanda, Paesi Bassi, Belgio, Portogallo, Francia, Spagna e Italia. Il porto di Tanger-Med, il più grande d’Africa, ha chiuso il terminal per i passeggeri. Le frontiere di terra con l’Europa, Ceuta e Melilla, sono chiuse. Migliaia i turisti bloccati in tutti gli aeroporti.

In questa paralisi sempre più soffocante che sta imbrigliando l’Europa e il mondo, sono ancora migliaia gli italiani che si trovano bloccati all’estero e vorrebbero rientrare in Italia. Difficile stimare un numero esatto ma l’Unità di crisi della Farnesina riceve ogni giorno tra le sei e le settemila telefonate di connazionali e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è tornato a ribadire che tutti saranno fatti tornare a casa.

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