Affitti brevi, giro di vite per chi ha più di tre case

Potrebbe diventare legge entro la fine dell’estate il disegno di legge sul turismo che tra l’altro prevede il giro di vite sugli affitti brevi. In pratica, secondo quanto si legge su corriere.it, si punta ad equiparare fiscalmente il privato cittadino che affitta più di tre case a un’impresa. Sotto questa soglia si continuerà a godere di quelle regole semplificate introdotte nel 2017, in modo particolare la tassazione con cedolare secca al 21%.

In questo modo si vuole distinguere “chi affitta nello spirito originario di Airbnb e chi invece maschera una normale attività di impresa”, ha detto il minsitro Dario Franceschini. Per questo sono coinvolti anche i contratti stipulati tramite agenzia di intermediazione e i siti online come Airbnb.

La proposta di legge, che intende tutelate anche i centri storici da un eccesso di visitatori, arriva dalla deputata fiorentina Rosa Maria Di Giorgi, prima firmataria insieme a Nicola Pellicani, scrive ancora corriere.it. E infatti prevede anche la possibilità per i Comuni di consentire l’affitto turistico solo con il rilascio di una licenza, permettendo così alle amministrazioni di regolare il numero massimo di permessi e la durata massima degli affitti temporanei nell’ottica di gestire meglio il flusso turistico nei centri storici.

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