domenica, 20 Settembre 2020

Balneari, Regioni al governo: riaprire confronto con Ue

La novità è la nuova proposta spagnola che prolunga le concessioni demaniali di 75 anni

Concessioni balneari all'attenzione delle Regioni italiane per arrivare ad una modifica della direttiva Bolkestein dell'Unione Europea che fissa al 2015 la cancellazione del rinnovo automatico, costringendo le aziende balneari a un'asta che, secondo gli operatori, mette a rischio gli investimenti fatti in questi anni. In particolare, le Regioni italiane ritengono urgente che il Governo riapra il confronto con la Commissione Europea, soprattutto alla luce della nuova proposta spagnola che vede le concessioni demaniali prolungate di 75 anni.   
A fare il punto l'assessore all'Urbanistica della Regione Liguria Gabriele Cascino che, dopo una riunione unificata con gli assessori al Turismo e al Demanio delle Regioni italiane, ha trasmesso una nota trasmessa al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani.
Cascino, insieme al coordinatore del Turismo Mauro Di Dalmazio, chiede di avviare un intervento presso il Governo affinché nella delegazione che nei prossimi giorni accompagnerà a Bruxelles il ministro agli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi, "siano presenti anche i rappresentanti delle Regioni che ben conoscono le diverse realtà territoriali".   
Frattanto, fra gli emendamenti al decreto sviluppo, ne figura uno, concordato con il Governo, che in un articolo "omnibus" del provvedimento fissa una proroga alle concessioni balneari fino al 2045. Una misura che bloccherebbe per i prossimi 30 anni le aste della direttiva Bolkestein. Il voto al Senato del Decreto Sviluppo è previsto per oggi.

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