Bocca: guerra preoccupa ma turismo tiene, niente catastrofismo


Dopo due anni da record e dopo un primo trimestre del 2026 molto buono, dovuto soprattutto al boom delle Olimpiadi, l’Italia sta vivendo un “momento di tenuta” anche se sicuramente non si possono ignorare le tensioni legate alla guerra e al caro carburante.

A tracciare un bilancio è il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca che oggi sarà ricevuto dal capo dello Stato Sergio Mattarella per una visita ufficiale al Quirinale, proprio a ridosso dell’apertura della 76/a assemblea nazionale di Federalberghi che inizia a Roma domani, venerdì 17 aprile.

“E’ un momento di sana preoccupazione ma anche di sano ottimismo, nessun catastrofismo, continuiamo a lavorare sodo in vista dell’estate, le previsioni sul 2026 erano in crescita e l’Italia è un Paese bellissimo e sicuro” premette subito Bocca.

“Le guerre – ragiona Bocca – hanno creato un clima di incertezza: non hanno creato un danno immediato, non è che la gente ha cancellato ma sta prenotando di meno, aspetta di vedere come andrà forse, soprattutto da quelli che sono i mercati, che per noi sono i mercati più importanti perché altospendenti. Se ci fosse un rallentamento di mercato americano (dopo la perdita di quello russo e di quello mediorientale), potremmo avere dei contraccolpi non tanto sul numero delle presenze ma sul fatturato, le teste contano fino a un certo punto, più importante è la capacità di spesa. I mesi degli americani sono maggio, giugno, luglio, settembre, ottobre, però non è che un americano decida domani mattina di venire in Europa, la finestra tra la prenotazione e l’arrivo che solitamente era una finestra intorno ai 45 giorni quest’anno si è sicuramente ristretta, però un margine ci sarà. Quindi a questo punto è molto importante la durata del conflitto. Se si risolve nell’arco di pochissime settimane, i danni sono molto limitati, se viceversa la guerra dovesse andare avanti mesi, bisognerà capire la reazione del mercato americano di fronte a un conflitto in una parte del mondo dove l’America è direttamente coinvolta…”.

Sulla questione del caro fuel e delle scorte limitate che sembrano destinate a durare ancora a lungo Bocca dice: “Certo se si continua a leggere sul giornale che non si sa se ci sarà benzina sufficiente per gli aerei per i viaggi di quest’estate, non viene voglia di comprare biglietti in anticipo anche se si paga di meno”. Ma la bella notizia secondo il presidente degli albergatori arriva dal turismo interno che sta rispondendo molto bene: “Per noi il mercato italiano è il primo in termini di presenze e quindi non dobbiamo mai dimenticarci dei nostri connazionali”.


Bocca è stato il primo a ringraziare la ministra Daniela Santanchè dopo le dimissioni (“è stata un ottimo ministro e ha sempre ascoltato le categorie”) ma è convinto che anche il successore Gianmarco Mazzi farà bene: “Ho avuto modo di collaborare con lui nel suo precedente incarico di sottosegretario al MiC, è una persona che io stimo, molto valida e concreta”.


Tra le richieste più urgenti per il settore Bocca mette la salvaguardia del costo energetico: “Gli alberghi sono imprese energivore, quindi quello che oggi più ci spaventa è un possibile calo dei ricavi dovuto a meno presenze di turismo altospendente unito a un eventuale aumento dei costi ‘violento’ della bolletta. Bisogna scongiurare che accada”.

Altra richiesta, vista i rivali stranieri sempre più agguerriti, sono “gli strumenti fiscali sotto forma di credito d’imposta. Non chiediamo soldi a fondo perduto ma chiediamo strumenti strutturali (non spot) che consentano a un imprenditore di programmare un piano di investimenti negli anni a venire”. Infine la nota dolente dell’abusivismo: “Il Cin è stato un passo avanti di cui siamo grati ma la sindaca di Firenze che mi diceva che ce ne sono già molti ‘abusivi’. Io continuo a dire che il migliore strumento sarebbe il cambio di destinazione, però ci accontentiamo del cin a patto che i cin siano reali…”.

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