lunedì, 29 Novembre 2021

Boom di contagi nei paesi senza green pass e mascherine

Boom di contagi nei Paesi senza Green pass e mascherine: la pandemia si riaffaccia in diversi Paesi europei e va a colpire soprattutto quelli con una bassa percentuale di vaccinati oppure dove non ci sono controlli e restrizioni di alcun tipo. La Gran Bretagna che sfonda la quota di cinquantamila contagi giornalieri. La Russia, con oltre mille morti quotidiani, costretta a chiudere le attività per nove giorni. La Lettonia, tornata addirittura in lockdown. E così l’Italia, attraversata da polemiche e manifestazioni per un’applicazione del Green pass che non ha eguali in Europa, viene presa come esempio, soprattutto per le conseguenze sul fronte economico: negli ultimi 5 mesi la crescita economica ha avuto il più grande miglioramento rispetto a qualunque altro Paese del G7, scrive il Financial Times, che lega il risultato anche a un robusto programma di vaccinazione e all’introduzione del Green pass.

“Dal decreto con l’estensione nei luoghi di lavoro, le prime dosi di vaccino sono cresciute del 46% rispetto al trend atteso dal 16 settembre”, ha detto alla Camera il premier Mario Draghi, che ha sempre sostenuto l’importanza delle misure di contenimento del virus anche per far ripartire l’economia. E far tornare gli investitori così come i turisti. Un atteggiamento diverso sul Green pass del resto, secondo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, “ci esporrebbe a effetti quasi sicuramente simili a quelli che si stanno verificando in altri Stati, dove questa misura non viene applicata come in Italia”.

Si tratta soprattutto di paesi dell’Est Europa, a partire dalla Russia (dove solo 1/3 della popolazione è vaccinata) fino alla Lettonia che, con soltanto la metà della popolazione vaccinata, ha uno dei più bassi tassi di vaccinazione nell’Unione Europea. E dove sono tornati termini che tutti speravano di relegare al passato: lockdown, che durerà per un mese, e coprifuoco. Ma anche la Romania, con un nuovo record di casi, il sistema sanitario al collasso e alcuni malati trasferiti in Ungheria. La Serbia, che di fronte a un nuovo picco di contagi ha introdotto il Green pass obbligatorio ma solo in bar e ristoranti dopo le 22, e la Bulgaria, che si è decisa ad imporre il certificato verde nei luoghi al chiuso. E poi, ovviamente, la Gran Bretagna, dove il Green pass non è mai esistito mentre le mascherine e il distanziamento sono stati salutati a luglio: oltre 50 mila contagi in un giorno, contro i 3.794 italiani.

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