Caos negli aeroporti europei per l’EES: scali e vettori chiedono proroga


Serpeggia una certa preoccupazione tra gli aeroporti e le compagnie aeree europee per l’impatto operativo dell’implementazione di EES, il sistema di ingresso e uscita Schengen poiché la fase di transizione si concluderà proprio nel periodo di punta dei viaggi delle vacanze pasquali.

A seguito dell’introduzione, il 10 marzo, dell’obbligo di registrazione per il 50% dei cittadini di Paesi terzi, gli ultimi dati raccolti negli aeroporti di tutta Europa mostrano un continuo peggioramento dei tempi di attesa ai valichi di frontiera situati negli aeroporti. I tempi di attesa raggiungono ormai regolarmente le due ore nelle ore di punta, con alcuni aeroporti che segnalano code ancora più lunghe.

Ciò avviene nonostante il continuo ricorso da parte delle autorità di controllo delle frontiere alla sospensione parziale o totale delle procedure Ees nella maggior parte degli aeroporti durante i periodi di punta, misure che si sono dimostrate essenziali per ridurre i tempi di attesa e garantire la continuità operativa.

Con l’avvicinarsi delle prossime tappe fondamentali – ovvero l’obbligo di registrare il 100% dei cittadini di paesi terzi entro il 31 marzo, seguito dalla fine del periodo di transizione il 9 aprile – aeroporti e compagnie aeree avvertono che la situazione rischia di peggiorare ulteriormente.

A tale proposito i leader di Aci Europe e A4E ribadiscono il loro appello alla Commissione europea e agli Stati membri affinché estendano “la possibilità di sospendere, totalmente o parzialmente, il sistema Ees per l’intera stagione estiva 2026. Se i problemi tecnici e operativi relativi all’Ees non dovessero essere risolti, tale flessibilità dovrebbe rimanere disponibile anche durante i futuri periodi di punta dei viaggi, come l’inverno 2026/2027”.

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