Chiusa inchiesta bancarotta Alitalia-Etihad, 21 indagati

Avrebbero fatto galleggiare e rimanere in vita Alitalia grazie a delle false plusvalenze, facendo apparire il bilancio ben più ricco di quello che era in realtà. E avrebbero consentito che la situazione si aggravasse sempre di più permettendo ad Etihad di ‘spolpare’ Alitalia, obbligandola a sobbarcarsi rotte improduttive che hanno invece favorito le società della compagnia degli Emirati Arabi.

La procura di Civitavecchia chiude l’indagine sul crack della compagnia di bandiera contestando, a vario titolo, i reati di bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali, ostacolo alle funzioni di vigilanza, falso in atto pubblico a 21 indagati eccellenti: vertici, componenti del Cda, commissari e consulenti che nel corso di quasi tre anni, dal 2014 al febbraio del 2017, si sono alternati alla guida della società. A rischiare il processo, gli ex ad Silvano Cassano, Luca Cordero di Montezemolo e Cramer Ball, l’ad di Etihad James Hogan e diversi dirigenti e componenti del Cda e del collegio sindacale. Ma anche soggetti di cui finora non si sapeva fossero indagati: tra gli altri, l’ad di Unicredit Jean Pierre Mustier e il vicepresidente di Confindustria Antonella Mansi – in qualità di membri del Cda – ed Enrico Laghi, l’ex commissario appena nominato liquidatore di Air Italy che risponde sia in qualità di consulente nonché in quella di amministratore di ‘Midco’, la società che deteneva il 51% del capitale di Alitalia Sai. Indagata in base alla legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, anche la stessa Alitalia.

Secondo i magistrati e gli investigatori del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, i tre, assieme ad altri 16 indagati, sarebbero responsabili della bancarotta di Alitalia poiché “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso” avrebbero commesso tutta una serie di falsi nell’approvazione del bilancio.

Ma nella voragine dei conti Alitalia, secondo i magistrati, non c’era solo questo. I tre ad Cassano, Montezemolo e Cramer Ball, assieme al Cfo Duncan Naysmith, avrebbero infatti “distratto e dissipato” altri 600mila euro: 133mila circa per pagare i catering organizzati in occasioni delle riunioni del cda, quasi 6mila per cene di gala e 458mila per eventi aziendali. Spese che sono state sostenute inizialmente da Etihad ma che poi sono state “indebitamente riaddebitate” ad Alitalia.

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