mercoledì, 19 Gennaio 2022

Dopo Friuli anche Alto Adige in giallo, Mattarella: mantenere guardia alta

Il Nordest si colora di giallo. Dopo il Friuli Venezia Giulia cambia colore anche l’Alto Adige. Del resto è questa l’area più esposta, anche per la sua vicinanza ad Austria e Slovenia, dove il virus dilaga. Non a caso, il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha chiesto al Governo di disporre controlli a campione alle frontiere “per verificare che chi varca il confine possieda il certificato”.

Intanto sempre più sindaci stanno imponendo l’obbligo di mascherina all’aperto nelle settimane che si avvicinano al Natale con l’Anci che chiede al Governo di valutare l’estensione dell’obbligo su tutto il territorio nazionale. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha ricordato che “già oggi la mascherina all’aperto è obbligatoria nei casi in cui si verificano assembramenti”, ma sull’ipotesi di rimarcare in modo più netto la regola “stiamo facendo una riflessione”.

Ed i prefetti lavorano ai piani di controllo in vista dell’entrata in vigore del green pass rafforzato, il 6 dicembre. “La recrudescenza dei contagi – sottolinea il capo dello Stato Sergio Mattarella – ci ricorda di non abbassare la guardia e ci richiama alla massima responsabilità nei comportamenti individuali e collettivi, per contrastare la circolazione del virus e non compromettere la libertà che abbiamo faticosamente riconquistato nella vita economica e sociale”.

Secondo il presidente del Veneto, Luca Zaia, “verosimilmente, se continuerà così, tutta Italia, o quasi, passerà al giallo nelle prossime settimane”. La curva dei contagi è in continua salita: nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 12.764 positivi e 89 morti. In crescita anche i pazienti in terapia intensiva (683, con un un incremento di 14 rispetto al giorno precedente) ed i ricoveri ordinari (5.227, ovvero 92 in più). In sette regioni (Lombardia, Valle d’Aosta, Lazio, Veneto, Marche, Liguria e Calabria) si  registrano valori vicini al 10% dei ricoveri nelle terapie intensive o al 15% dei ricoveri ordinari, soglie che, oltrepassate assieme, segnano il passaggio al giallo, secondo le analisi del matematico del Cnr, Giovanni Sebastiani. L’obiettivo diventa ora evitare l’arancione, che ha le prescrizioni più severe.

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