Ees, no a sospensione totale negli aeroporti europei

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Prosegue il confronto tra la Commissione europea e il settore del trasporto aereo sull’Entry/Exit System (Ees), il nuovo sistema digitale per la registrazione degli ingressi e delle uscite dei cittadini di Paesi terzi alle frontiere Ue.

Al termine della riunione tecnica svoltasi a Bruxelles è stato ricordato che l’Ees ha già registrato quasi 110 milioni di attraversamenti di frontiera, consentito oltre 45 mila dinieghi d’ingresso a viaggiatori non conformi alle regole e contribuito all’individuazione di circa 1.100 minacce alla sicurezza. La Commissione ha anche confermato la possibilità, prevista dalla normativa, di sospendere temporaneamente durante l’estate 2026 la raccolta dei dati biometrici qualora necessario per garantire la fluidità dei flussi di passeggeri. La deroga, utilizzabile nei momenti di maggiore afflusso per limitare le code negli aeroporti e ai valichi più congestionati, riguarda soltanto impronte digitali e immagini del volto, mentre resta obbligatoria la registrazione dei dati anagrafici del viaggiatore.

“Al momento formalmente non c’è alcuno slittamento”, ha confermato il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, a margine dell’inaugurazione del nuovo terminal dell’aeroporto di Roma Urbe. “Stanno tentando di farlo modificare – ha aggiunto – però al momento non c’è una modifica reale. L’EES sta creando dei problemi che stiamo cercando di risolvere con flessibilità”.

Secondo fonti della Commissione europea, le criticità nell’attuazione dell’Entry/Exit System (Ees) sono circoscritte a una ventina di punti di attraversamento su circa 1.500. I problemi si concentrano soprattutto in alcuni aeroporti particolarmente esposti ai picchi di traffico stagionali e in alcuni grandi hub dove gli elevati flussi di passeggeri mettono sotto pressione le procedure di controllo. Secondo Bruxelles, dunque, le difficoltà non dipendono dal sistema centrale dell’Ees, ma da “una combinazione di problemi di personale, questioni infrastrutturali, modalità di utilizzo o attuazione del sistema”.

Per ridurre i tempi di attesa, la Commissione sta lavorando con gli Stati membri sulla separazione dei percorsi tra cittadini Ue e viaggiatori di Paesi terzi, sulla semplificazione delle procedure nazionali, sull’estensione dei varchi automatici anche ai cittadini extra-Ue e sul rafforzamento degli organici nei punti più congestionati, anche con il dispiegamento di squadre di Frontex.

Tra gli esempi citati, l’aeroporto di Lisbona che ha ampliato il ricorso ai varchi automatici per i cittadini di Paesi terzi, riducendo sensibilmente i tempi dell’intero processo di ingresso, che attraverso l’automazione richiede in media tra i 10 e i 15 minuti.

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