Faro dell’Antitrust su Booking.com per pratiche commerciali scorrette
22 Aprile 2026, 11:52
L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di Booking.com, Booking.com International e Booking.com (Italia) per pratiche commerciali scorrette. Secondo l’autorità Booking.com presenterebbe le strutture ricettive aderenti ai programmi “Partner Preferiti” e “Partner Preferiti Plus” come selezionate in base alla qualità del servizio e al rapporto qualità-prezzo, sebbene i requisiti di accesso a questi programmi non sembrino garantire queste caratteristiche da parte delle strutture aderenti.
Secondo l’Antitrust, infatti, la selezione delle strutture aderenti ai programmi Partner Preferiti avverrebbe perlopiù sulla base di criteri che privilegiano quelle che forniscono commissioni più elevate a Booking.com, piuttosto che sulla base delle loro caratteristiche qualitative.
Di conseguenza, le modalità di presentazione delle strutture e i claim utilizzati da Booking.com per enfatizzarne le qualità potrebbero indurre i consumatori ad assumere decisioni commerciali credendo – erroneamente – che queste strutture siano, a parità di caratteristiche, migliori in termini di rapporto qualità-prezzo rispetto alle strutture non aderenti. Questo potrebbe addirittura portare i consumatori a selezionare strutture in media più costose. I funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi di Booking.com (Italia) con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
Soddisfazione del Codacons per l’istruttoria aperta dall’Antitrust: “gli utenti che utilizzano piattaforme di prenotazioni alberghiere come Booking hanno diritto alla massima trasparenza, perché i risultati e le indicazioni offerti da tali siti sono in grado di indirizzare e modificare le scelte economiche dei consumatori” spiega il Codacons. Secondo l’associazione di difesa degli utenti, “Enfatizzare elementi come la qualità, il prezzo, i servizi al pubblico, in assenza di criteri oggettivi e solo perché la struttura paga commissioni più alte, rappresenterebbe una forma di inganno per gli utenti, e potrebbe determinare danni economici portando gli utilizzatori della piattaforma a spendere addirittura di più nell’errata convinzione di fare la scelta migliore e più conveniente”. Una circostanza ancora più grave, spiega il Codacons, se si considera che in Italia il 70% delle prenotazioni alberghiere avviene oggi tramite siti specializzati, con Booking.com che detiene il 42% delle prenotazioni digitali.
Anche l’associazione Codici plaude all’iniziativa dell’Antitrust, chiedendo trasparenza al fine di tutelare i consumatori. Al riguardo, è in corso una campagna di assistenza, che sta producendo risultati positivi.
“Da mesi raccogliamo le segnalazioni di consumatori che lamentano problemi con la prenotazione su Booking.com – sottolinea Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – e in diversi casi siamo riusciti ad ottenere una forma di rimborso per i nostri assistiti. I problemi più comuni vanno dall’improvvisa indisponibilità della struttura a difficoltà nell’ottenere supporto dal Servizio Clienti. L’istruttoria dell’Antitrust punta l’attenzione su un’altra questione, che impatta sempre sui consumatori. Si tratta, infatti, del posizionamento di alcune strutture nei risultati di ricerca. È giusto fare chiarezza su questo aspetto per mettere i consumatori nelle condizioni di scegliere in maniera corretta e consapevole”.
“L’istruttoria dell’Antitrust su Booking.com riguarda un tema molto concreto per i consumatori: capire su quali basi vengono mostrate le strutture e cosa c’è davvero dietro a etichette e posizionamenti. Quando una struttura viene presentata come migliore per qualità o convenienza, questo deve dipendere da criteri chiari e verificabili”, afferma dal canto suo Martina Donini, presidente nazionale di Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori).