Viaggi sostenibili, i boomer battono la Gen Z
03 Giugno 2026, 11:00
Photo credit @ Booking.com and GettyImages
Intenzioni e comportamenti non sempre coincidono quando si parla di viaggi sostenibili. È uno dei dati che emerge dall’11° Travel & Sustainability Report di Booking.com, la ricerca annuale che analizza atteggiamenti, comportamenti e aspettative dei viaggiatori rispetto all’impatto ambientale e sociale del turismo.
Secondo la ricerca, l’89% dei viaggiatori italiani afferma che viaggiare in modo più sostenibile è importante o molto importante. Tuttavia, emergono differenze generazionali significative.
Se il 75% della Gen Z a livello globale afferma di voler viaggiare in modo più sostenibile nei prossimi 12 mesi, contro il 47% dei boomer, sono spesso le generazioni più mature a trasformare questa intenzione in comportamenti concreti: riduzione degli sprechi, indicata dal 67% dei boomer contro il 48% della Gen Z; minori consumi energetici, 60% contro 42%; acquisti presso attività locali indipendenti, 59% contro 42%; scelta di viaggiare in bassa stagione, 63% contro 36%.
Il report evidenzia inoltre come il cambiamento climatico influenzi direttamente le decisioni di viaggio. In Italia, il 76% dei viaggiatori dichiara di considerare il rischio di eventi climatici estremi nella scelta della destinazione e il 78% nella scelta del periodo. Un italiano su dieci ha già cancellato o modificato un viaggio a causa di ondate di calore, incendi, alluvioni o altri eventi estremi.
Il 74% degli italiani dichiara di evitare destinazioni note per fenomeni climatici estremi, mentre il 58% considera questi eventi una fonte di stress al momento della prenotazione. La metà degli intervistati ritiene inoltre che l’imprevedibilità del clima renda più difficile decidere quando partire.
Più della metà dei viaggiatori italiani, il 57%, afferma che alcune destinazioni sono diventate troppo calde per essere visitate nel periodo desiderato, mentre il 53% ha eliminato alcune mete dalla propria wishlist a causa di notizie relative a eventi climatici estremi o calamità naturali.
L’impatto si riflette anche sul settore dell’ospitalità. In un sondaggio condotto da Booking.com su 3.715 strutture ricettive in 18 Paesi, il 24% ha dichiarato di aver subito interruzioni operative a causa di eventi climatici estremi nel 2025, mentre il 40% ha già modificato le proprie attività per adattarsi a rischi climatici esistenti o futuri.
In Italia, il 42% dei viaggiatori afferma di voler evitare destinazioni sovraffollate, il 35% preferisce viaggiare fuori stagione e il 18% sceglierà mete con temperature più fresche. Tra coloro che evitano le destinazioni più affollate, il 39% dichiara di farlo per non contribuire all’overtourism, mentre il 25% di chi sceglie la bassa stagione vuole ridurre la pressione turistica sulle destinazioni.
“Il Rapporto sui viaggi e sulla sostenibilità di quest’anno mostra che, sebbene ogni generazione possa avere concezioni diverse di cosa significhi viaggiare in modo più sostenibile, adattarsi agli eventi climatici estremi ed evitare attivamente gli assembramenti sono ormai una norma a tutte le età”, afferma Danielle D’Silva, Director of Sustainability di Booking.com.