Giovani e depressi: cambia l’identikit del pellegrino

Sta cambiando negli ultimi anni il profilo del “pellegrino” e in particolare delle persone affette da patologie sanitarie che scelgono di partecipare a un pellegrinaggio a Lourdes, ma anche nei maggiori santuari europei, italiani e in Terra Santa. L’anno scorso su 35.138 pellegrini che si sono affidati all’Unitalsi, 8.382 erano persone malate con diverse patologie.

“Sono sempre più i giovani (età compresa da 13 a 35 anni) – dice Unitalsi – a prendere parte ai pellegrinaggi. Nel 2016 sono stati 3.942 di cui 840 si sono dichiarati malati o disabili, tra questi una buona parte con alle spalle problemi di depressione, sindromi fobiche, dipendenze e soprattutto tanta solitudine”. Inoltre, il 74% sono donne e il 36% maschi. Dal campione risulta anche che il 70% dei malati è deambulante, 14% è su carrozzina, il 14% usa le stampelle mentre solo il 2% è in barella. I medici che si sono recati come volontari in pellegrinaggio nel 2016 sono stati 598.

“Il nostro dossier – dichiara Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi – ci dice che i pellegrini prima delle cure mediche hanno bisogno di un solido sostegno umano e spirituale. Solitudine, depressione e dipendenze sono queste le nuove frontiere della sofferenza umana che spesso ritroviamo nei nostri pellegrinaggi”.

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