mercoledì, 23 Giugno 2021

Manovra conferma: anche Airbnb farà da ‘esattore’

Anche i portali stranieri come Airbnb dovranno fare da ‘esattori’ della cedolare secca per gli affitti brevi. La manovra conferma infatti la cosiddetta ‘tassa Airbnb’ per gli affitti brevi, che saranno sottoposti anche alla tassa di soggiorno. Con le nuove norme i portali online di diritto straniero dovranno indicare un “rappresentante fiscale” per riscuotere la tassa agevolata al 21% , come dovranno fare anche gli intermediari italiani in veste di sostituti d’imposta.

“La definizione di una norma che mette ordine nella disciplina fiscale delle locazioni brevi costituisce un positivo passo avanti verso la bonifica di un mercato che è inquinato dagli abusivi e dalla concorrenza sleale”, commenta il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla notizia dell’approvazione dell’articolo 4 della manovrina, che impone ai portali di prenotazione di riscuotere alla fonte una trattenuta del 21% su ogni contratto stipulato da soggetti non imprenditori.

Entro novanta giorni, un decreto ministeriale dovrà definire criteri oggettivi per distinguere le attività imprenditoriali da quelle non imprenditoriali. “Anche questo aspetto è positivo – aggiunge Bocca – e ci auguriamo che il decreto tragga spunto dalle buone prassi adottate all’estero, evitando che chi svolge l’attività in via continuativa possa continuare a nascondersi dietro un dito.L’unica nota critica è costituita dalla formulazione inerente l’imposta di soggiorno, che – nel prevedere giustamente l’applicazione dell’imposta anche per i turisti che alloggiano presso gli immobili in affitto – rischia di penalizzare le strutture ufficiali già tartassate dal fisco”.

Perplessità invece sono state espressa da AIGO Confesercenti. “Il confronto con i portali internazionali – ricorda il presidente Agostino Ingenito – ha chiarito che non sarà attraverso loro che si potrà risolvere il problema degli affitti turistici in nero e la candida dichiarazione di non avere stabile organizzazione in Italia e di non essere intermediari immobiliari ha spiazzato un legislatore poco attento alle evoluzioni di un mercato che va sostenuto ed accompagnato. Migliaia di famiglie italiane vivono di ospitalità ricettiva alternativa che genera economie importanti – conclude Ingenito -. Serve piuttosto un quadro armonico tra i diversi soggetti competenti (Stato, Regioni e Comuni) per determinare un percorso innovativo. Ecco perché auspichiamo che si fermi l’attuale possibile introduzione della cedolare secca e si intraprenda un piano nazionale extralberghiero che privilegi la tutela del consumatore, elimini disparità e determini opportunità concrete e durature per diversificare l’uso del patrimonio immobiliare sia nelle maggiori località turistiche, dove va dimensionato, sia nelle aree interne, dove invece è da valorizzare”.

 

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