martedì, 24 Novembre 2020

Palmucci: turismo italiano soffre ma meno di Francia e Spagna

“L’Italia ha visto una riduzione delle presenze che impatteranno sulla percentuale che il turismo rappresenta sul pil nazionale ma in misura minore rispetto alla Francia e alla Spagna che sono i nostri principali competitor”. A dirlo in un’intervista all’ANSA, durante il TTG Travel Experience di Rimini, il presidente dell’Enit Giorgio Palmucci.

“Alla fine di questo 2020 – spiega – si potrà prevedere un calo di 4-5 punti del Pil rispetto al 13% del 2018 e 2019. Siamo però speranzosi su un recupero anche per i sondaggi fatti su quasi 4 mila turisti italiani e stranieri: il sentiment verso il nostro paese è ottimo e circa l’85% degli intervistati ha considerato l’Italia come un paese sicuro, un paese nel quale le misure adottate permettono di passare una vacanza tranquilla e godere delle bellezze. Anche la consigliera Angela Merkel ha consigliato ai tedeschi di venire in vacanza in Italia in quanto è il paese che ha adottato le misure più adeguate per combattere la diffusione della pandemia. Ma nei mesi a venire – ammette Palmucci – si potrà lavorare solo sul turismo domestico e di prossimità e lavorare sui paesi europei. Per quanto riguarda il resto del mondo abbiamo mantenuto – aggiunge – e manterremo comunque il polso della situazione d’oltreoceano raccontando attraverso dei webinair e degli incontri virtuali le meraviglie del nostro Paese. Lo stiamo facendo anche grazie alla mostra virtuale sul sito www.mostrevirtuali.enit.it che espone manifesti, fotografie storiche e molto altro. L’avevamo pensata itinerante per i 100 anni dell’Enit festeggiati lo scorso anno ma, vista la situazione, abbiamo preferito l’online. Possiamo dire che nel corso dell’estate abbiamo avuto risultati relativamente positivi per quanto riguarda il mare, la montagna e i laghi mentre le città d’arte sono quelle che hanno sofferto maggiormente soprattutto per l’assenza totale dei clienti americani e asiatici che purtroppo durerà anche nei mesi a venire. Gli italiani sono rimasti in Italia, circa il 97% dei quelli che sono riusciti a partire è rimasto in patria, e questo è un segnale molto positivo perché ha permesso di recuperare almeno in parte l’assenza degli stranieri ma non ha potuto di sicuro portare a recuperare anche i mesi di chiusura”, conclude Palmucci.

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