martedì, 1 Dicembre 2020

Regioni: era meglio affidare Turismo allo Sviluppo Economico

"Le Regioni avrebbero preferito che il turismo fosse collocato nell'ambito del ministero dello Sviluppo Economico. I beni culturali sono strategici ma nel turismo continuiamo a perdere quote di mercato". A dire basta e a chiedere un'azione di Governo sulle politiche del turismo non più rinviabile sono le Regioni per mezzo dell'assessore al Turismo della Regione Emilia Romagna, Maurizio Melucci, che è anche membro del cda dell'Enit, anche in vista dell'appuntamento con l'Expo2015.
"Il passaggio del turismo dal ministero degli Affari Regionali come era con il ministro Gnudi, al ministero della Cultura (Mibact), sia per lungaggini di carattere burocratico ma anche per un prevalente atteggiamento culturale – sostiene l'assessore – ha ritardato la soluzione dei problemi".
Eppure le stesse Regioni hanno presentato diverse proposte "praticabili e compatibili con la situazione economica del Paese". Le Regioni chiedono ad esempio di mettere l'Enit nelle condizioni di fare promozione sui mercati esteri: "oggi la dotazione annuale dell'Ente del turismo italiano è di soli 18 milioni, in Spagna è di 70 milioni, in Francia di 80".
In secondo luogo, "serve un segnale forte agli imprenditori per incentivare la riqualificazione delle strutture ricettive, un fondo di rotazione nazionale che dia facilità di accesso al credito, con mutui oltre i 25 anni".
Infine, il tema della tassa di soggiorno "va affrontato, non è un bel biglietto da visita. La tassa va omogeneizzata", e le Regioni chiedono che una quota degli introiti, pari al 15-20%, vada a finanziare le attività dell'Enit e contribuisca a creare il Fondo di rotazione per riqualificare il ricettivo.   
"Paradossalmente non chiediamo nemmeno risorse", osserva l'assessore Melucci. Infine, l'ultima accusa: "ci sono risorse disponibili per 8 milioni per le reti d'impresa ma non si è nemmeno fatto nemmeno il bando".

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