martedì, 3 Agosto 2021

Una road map per il green pass all’italiana tra ristoranti e traporti pubblici

Introduzione a step per un uso più estensivo del green pass per accedere a luoghi affollati e attività di svago. L’ipotesi è anche quella di convincere così gli indecisi del vaccino e garantire alcune attività – come i ristoranti al chiuso – già con la prima dose, per poi passare alla fase dell’accesso solo col ciclo vaccinale completo. Aspetti su cui non tutti i governatori sono d’accordo, più propensi all’utilizzo del lasciapassare solo per riaprire le attività ancora ferme e scongiurare chiusure in autunno. L

e misure per fronteggiare l’eventuale quarta ondata del Covid, che saranno inserite nel prossimo Decreto legge, si stanno ancora scrivendo. Il confronto e le interlocuzioni delle ultime ore – anche all’interno della stessa maggioranza – avrebbe portato allo slittamento della cabina di regia e del Cdm a domani, giovedì 22 luglio: le mediazioni per arrivare ad un accordo che accontenti tutti, i governatori e le varie anime dell’Esecutivo, dunque proseguono.

Per ora l’idea delle Regioni è quella di “utilizzare il green pass come un salvacondotto per scongiurare chiusure al di fuori della zona bianca”, introducendo intanto l’obbligo di accesso con il pass a discoteche e grandi eventi. L’uso del pass per ristoranti e locali al chiuso – secondo i governatori – dovrebbe invece riguardare le aree al di fuori della zona bianca: “una misura che, soprattutto in autunno – dicono – servirebbe per evitare nuove chiusure”. Anche tra le forze politiche del centrodestra avanzano le richieste di chi chiede di evitarne eventuali applicazioni a scuola o negli ospedali.

Sul tavolo della discussione c’è anche la proroga dello stato di emergenza che scadrà a fine mese: potrà essere prolungato al 31 ottobre o – più probabilmente – fino alla fine del 2021. Resta poi il nodo delle soglie sull’ospedalizzazione: per le Regioni potrebbero essere portate al 15% per le terapie intensive e al 20% per i ricoveri nei reparti ordinari, uno sbarramento ipotizzato per restare in zona bianca. Il parametro, che sarà ora più determinante dell’incidenza dei contagi, dovrà essere comunque contemperato con l’andamento della campagna vaccinale e sarà anche presa in considerazione la geografia ospedaliera dei vari territori. Il governo però vorrebbe soglie più stringenti, ovvero al 10 e al 15%. Con la ridefinizione dei parametri si stabilirà anche un numero minimo giornaliero di tamponi, molto probabilmente 150 ogni centomila abitanti.

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