mercoledì, 3 Marzo 2021

Unitalsi apripista sulle orme della Sacra Famiglia in Egitto

Ci saranno anche disabili e malati nel pellegrinaggio che l’Unitalsi compirà a fine maggio in Egitto, il primo organizzato a livello italiano sulle orme del cammino della Sacra Famiglia, a cui parteciperanno una cinquantina di pellegrini.

Dopo lo scoppio della Primavera araba nel 2011 e una lunga scia di attentati terroristici, l’Egitto punta sulla ripresa dei pellegrinaggi, con risorse ad hoc e una specifica campagna da parte del ministero del Turismo.

In quest’ambito è nata la collaborazione con l’Unitalsi che è stata rafforzata nei giorni scorsi grazie a un viaggio esplorativo dell’organizzazione, servito per mettere a punto i dettagli e ottenere dal governo egiziano assicurazioni sia per quanto riguarda la sicurezza dei pellegrini, sia sotto il profilo della rimozione delle barriere architettoniche.

Si sono così definite le tappe di un pellegrinaggio che l’Unitalsi compirà agganciandolo a quello classico della Terra Santa e quindi partendo da Betlemme, attraversando in pullman la penisola del Sinai con sosta al monastero di Santa Caterina, per poi risalire il delta del Nilo visitando i monasteri ortodossi di Wadi El Natroun e infine l’arrivo al Cairo, con le visite alla Chiesa di San Giorgio che racchiude la grotta dove si rifugiò la Sacra Famiglia e la Chiesa della Santa Vergine a El Maadi dove ancora oggi si trova la scala di pietra usata da Gesù, Giuseppe e Maria nella loro discesa alla riva del Nilo quando, sempre per sfuggire alla persecuzione di Erode, navigarono verso l’alto Egitto.

“Siamo pronti ad accogliere i pellegrini – assicura il ministro egiziano del Turismo Rania Al-Mashat -, il cammino ha la priorità sia degli enti del Turismo sia da parte del ministero dell’Interno per quanto riguarda la sicurezza. C’è collaborazione e coordinazione costante tra il ministero del Turismo e le altre autorità”.

 

 

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