Vaticano denuncia i rischi di un turismo dettato dall’algoritmo
11 Giugno 2026, 12:40
L’intelligenza artificiale può sostenere e migliorare il turismo, per esempio nel caso delle persone disabili, ma se non governata può limitare l’esperienza del viaggiatore e la sua stessa libertà. Lo afferma il Dicastero per l’Evangelizzazione nel Messaggio per la Giornata del Turismo che si celebrerà il 27 settembre sul tema “Agenda Digitale e Intelligenza Artificiale per ridisegnare il turismo”.
Il Vaticano invita dunque alla “sorveglianza”. “La raccolta massiva di dati sui comportamenti dei viaggiatori, se non adeguatamente regolata, può diventare uno strumento di controllo – avverte il pro-prefetto, mons. Rino Fisichella -, incompatibile con la libertà e la dignità della persona. È auspicabile pertanto che le istituzioni internazionali promuovano quadri normativi chiari e vincolanti che garantiscano il rispetto dei diritti fondamentali nell’era dell’intelligenza artificiale”.
Per il Dicastero inoltre “l’esperienza turistica rischia di appiattirsi su ciò che l’algoritmo prevede come gradito, impedendo di scoprire la meraviglia dell’incontro personale che è spesso la più preziosa delle scoperte. La meraviglia per la bellezza, infatti, è una percezione ad andare sempre oltre, a scoprire personalmente nuove mete che la tecnica non permette”.
E c’è anche “la sfida dell’esclusione digitale. Chi non ha accesso alle tecnologie, quanti non sanno utilizzarle, quanti vivono in territori con scarsa connettività, rischiano di essere ulteriormente marginalizzati in un settore, come quello turistico, che per molte comunità rappresenta una fonte essenziale di sostentamento. Una digitalizzazione ingiusta può approfondire le disuguaglianze anziché ridurle”.
“È necessario preservare la visione della persona come un essere relazionale, libero, capace di meraviglia, portatore di una dignità inalienabile che nessun algoritmo potrà mai catturare fino in fondo”, conclude Mons. Fisichella nel messaggio consultabile a questo link.