Viaggi estivi a rischio: il jet fuel basterà solo fino a maggio?
14 Aprile 2026, 11:40
EPA/HORCAJUELO GUILLAUME
Il rischio di non poter prendere l’aereo per le vacanze è reale. Lo Stretto di Hormuz resta chiuso, e le quotazioni di petrolio e gas schizzano verso l’alto. E se si prevede un ulteriore aumento del prezzo, il rischio che non si trovi il carburante per automobili e navi non ci dovrebbe essere.
La vera emergenza è il carburante per gli aerei, il jet fuel. La metà di quello che consumano Ue più Regno Unito, cioè 10 milioni di tonnellate, viene raffinato nel Golfo. Sostituire quei 10 milioni di tonnellate che non arrivano più da Hormuz è un problema. L’Europa ha chiuso 35 raffinerie: non è più in grado di farsi il jet fuel in casa, e deve importarne il 50%. “Per aprile e maggio siamo coperti – dice Gianni Murano, presidente dell’Unem, associazione dei petrolieri -. Dopo non sappiamo”.
Non c’è invece il rischio di non avere più carburante alle pompe. “Per aprile e maggio le coperture sono garantite – spiega -. Dopo, il petrolio si dovrebbe trovare, anche con lo Stretto di Hormuz chiuso, e la produzione nazionale di raffinati è sufficiente a coprire la domanda. Non ci sono problemi anche per il gasolio e l’olio combustibile per le navi”. Il problema semmai sarà il prezzo, prima del petrolio e poi dei raffinati: “Certo, il prezzo si alza – commenta Murano -, perché si aggiunge la domanda dell’Asia, che non riceve più dal Golfo”.