Il turismo spaziale compie 25 anni

ANSA-EPA SERGEI CHIRIKOV CD.


Iniziata fra le polemiche e guardata con sospetto, l’avventura del turismo spaziale compie oggi 25 anni avviandosi verso una fase più matura, nell’ambito di una nuova epoca nella quale viaggiare fra le stelle potrebbe non essere più riservata a pochissimi.

Tutto iniziò il 28 aprile 2001, quando il finanziere Dennis Tito volò sulla navetta russa Soyuz, dopo aver pagato un biglietto da 20 milioni di dollari e a 60 anni compiuti.
Da allora i turisti spaziali sono aumentati di anno in anno e attualmente sono almeno 143 per un totale di 39 voli, la maggior parte dei quali organizzati da cinque aziende.

Fortemente criticata dalla Nasa e dai suoi astronauti, la missione di Tito ha dovuto superare non pochi ostacoli. L’agenzia spaziale americana, per esempio, sosteneva che la preparazione di Tito non fosse adeguata. Nessun problema invece da parte russa a vendere un posto a bordo della sua navetta.
Fra problemi di salute di Tito, certificati medici e tante discussioni, alla fine Tito partì, mentre dalla base di Baikonur lo salutava Valentina Tereshkova, la prima donna astronauta. Da allora la Russia ha continuato a vendere i voli a bordo della Soyuz sia ai turisti, sia agli astronauti di altre agenzie spaziali, particolarmente quando il pensionamento dello Space Shuttle ha fatto sì la Soyuz fosse l’unico veicolo spaziale attivo per i Paesi occidentali.

Ma ci sono voluti 20 anni prima che si affermassero i primi voli dedicati ai turisti spaziali. Dal 2001 al 2019 hanno volato solo sette persone, tutte con biglietti milionari, e solo dal 2021 i voli turistici, anche se quasi tutti suborbitali, sono diventati quasi routine. Nel 2021 sono stati infatti sei, quattro nell’anno successivo, poi ancora sei fino agli otto del 2025.

Tanti anche i primati collezionati in questi anni: dalla prima turista spaziale donna, Anousheh Ansari che ha volato nel 2006, alla prima missione completamente privata dell’ottobre 2021 fino a quella della navetta New Shepard della Blue Origin con un equipaggio tutto al femminile del quale faceva parte spaziale la popstar Katy Perry. La Blue Origin di Jeff Bezos è una delle aziende più attive nei voli turistici suborbitali, con Virgin Galactic e Space Adventures. SpaceX e Axiom Space propongono invece ai turisti voli spaziali veri e propri.

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