Italiani si sentono meno sicuri in viaggio, ma 27% non rinuncia al lungo raggio
11 Maggio 2026, 12:30
Il modo di viaggiare degli italiani sta attraversando una trasformazione profonda. A rivelarlo è una nuova ricerca commissionata da Airalo – marketplace di eSIM leader globale e primo unicorno del settore – e condotta da YouGov su un campione rappresentativo della popolazione italiana.
L’instabilità internazionale non è più un fattore astratto, ma incide concretamente sulle decisioni di viaggio. Il 64% degli italiani, infatti, dichiara di sentirsi meno sicuro oggi a viaggiare all’estero rispetto a un anno fa, con una percezione più marcata per le donne (70%) rispetto agli uomini (57%). Appena il 4% si sente invece più sicuro.
Questo clima si traduce in comportamenti più prudenti: quasi un italiano su cinque ha già cambiato destinazione, mentre una quota analoga sta valutando di farlo. A questi si aggiunge un 31% che, pur confermando i propri piani, afferma di adottare un atteggiamento più cauto.
Accanto alle mete tradizionali e di prossimità, una parte degli italiani continua a guardare oltre i confini europei, mentre altri scelgono temporaneamente di non viaggiare. Nel dettaglio, il 27% prende in considerazione destinazioni extra-europee – tra Americhe, Asia, Africa e Medio Oriente – a conferma di un interesse ancora vivo verso esperienze di lungo raggio anche in un contesto complesso come quello attuale. Parallelamente, un ulteriore 8% dichiara di non avere in programma viaggi per il 2026.

Lo studio evidenzia una netta frattura generazionale. In particolare, Gen Z e Millennials, mostrano una maggiore apertura ai viaggi fuori dall’Italia, rimanendo però entro i confini europei: il 57% della Gen Z prende infatti in considerazione Paesi dell’Unione Europea, contro il 41% della Gen X e il 31% dei Baby Boomers. Anche le destinazioni a lungo raggio risultano più attrattive per le nuove generazioni: ad esempio il 10% della Gen Z e l’8% dei Millennials sono interessati all’Asia, rispetto ad appena il 5% dei Boomers.
Sono anche tra le generazioni più sensibili al contesto globale: il 42% della Gen Z dichiara di essere stato influenzato dalla situazione geopolitica, pur senza modificare i propri piani ma adottando maggiore cautela, rispetto a circa il 29% di Gen X e Baby Boomers. I Millennials emergono invece come la fascia più “reattiva”, con il 22% che sta considerando attivamente di cambiare destinazione, una quota superiore in confronto al 15% della Gen X e all’11% dei Baby Boomers.
Di contro, Gen X e Baby Boomers privilegiano viaggi domestici (fino al 77% tra i Boomers). I Baby Boomers risultano infatti i più colpiti in termini di percezione del rischio: il 36% si sente “molto meno sicuro” a viaggiare all’estero rispetto a un anno fa, contro il 18% della Gen Z.
Se il costo complessivo del viaggio resta il principale driver di scelta per la maggioranza degli italiani (62%), la sicurezza del Paese di destinazione si consolida come secondo fattore chiave (44%).
Dall’analisi emerge come la stabilità politica, pur indicata complessivamente dal 15% degli intervistati, acquisisca un peso specifico maggiore tra chi valuta mete extra-europee, dove raggiunge il 21-24%.
Il sondaggio mostra un evidente cambiamento strutturale nel modo di viaggiare: cresce il bisogno di flessibilità nella pianificazione, aumenta l’attenzione alle informazioni in tempo reale e si rafforza la preferenza per destinazioni facilmente accessibili. In questo scenario, la connettività diventa un elemento sempre più centrale per affrontare imprevisti, restare informati e gestire il viaggio in modo dinamico. È in questa evoluzione che Airalo si inserisce come abilitatore della nuova esperienza turistica, offrendo soluzioni di connettività digitale immediate e affidabili in oltre 200 destinazioni.
“I dati del sondaggio mostrano chiaramente come gli italiani stiano cercando un nuovo equilibrio tra la voglia di esplorare e la necessità di sentirsi al sicuro -, commenta Matteo Papa, Regional Director Europa di Airalo – Ad esempio, l’adozione dei nostri pacchetti con dati illimitati ha avuto un incremento del 340% solo nel 2026, segno che poter contare su strumenti che garantiscano connessione e controllo durante il viaggio non è più un optional, ma una componente essenziale dell’esperienza”.