Vacanze e benessere, per un italiano su tre il rientro è senza ricarica
07 Luglio 2026, 12:30
Il legame tra il periodo di riposo feriale e il recupero psicofisico dei viaggiatori non è più un automatismo scontato, delineando nuove sfide per l’industria del turismo che deve confrontarsi con mutate esigenze e pressioni psicologiche dei consumatori.
Secondo l’ultima ricerca di Unobravo incentrata sul rapporto tra ferie e benessere mentale nel 2026, emerge un profondo paradosso: sebbene il 76,8% degli italiani dichiari di sentirsi emotivamente meglio durante le vacanze, il 34,1% dei rispondenti afferma di rientrare meno ricaricato di quanto sperasse, o addirittura in condizioni psicologiche peggiori rispetto alla partenza. Il dato si inserisce in un quadro macroeconomico complesso, in cui quasi un italiano su tre (28,6%) dichiara che quest’estate non effettuerà alcuna vacanza, quota che sale al 41,3% se si isola il segmento dei single.
Per gli operatori del turismo organizzato, i dati evidenziano come le motivazioni alla base del viaggio si stiano spostando drasticamente verso la necessità di un ‘distanziamento cognitivo’. L’obiettivo principale cercato nella vacanza è infatti staccare mentalmente dal lavoro (41,6%), superando il bisogno di riposo fisico (31,4%) o il desiderio di trascorrere tempo con i propri cari.
Tuttavia, il 22,6% riscontra una maggiore difficoltà a disconnettersi rispetto agli anni passati e il 17,5% ammette di lavorare anche durante le ferie. A questo si aggiunge la pressione generata dallo stress economico legato all’organizzazione del viaggio, che incide sul livello di ansia di ben il 66,3% degli intervistati, e la gestione dei sensi di colpa post-partenza, legati principalmente alle spese sostenute (22%) o alla mancata presenza lavorativa e familiare.
La ricerca, che accompagna la nuova campagna di comunicazione esterna (OOH) lanciata a Milano dal claim ‘Il tuo benessere mentale merita più di due settimane all’anno’, analizza inoltre come l’aspettativa di concentrare il recupero annuale in un’unica finestra temporale generi paradossalmente stress.
“I dati mostrano un meccanismo che osserviamo spesso nella pratica clinica: quando il benessere viene concentrato in una finestra temporale molto ristretta, l’aspettativa che la vacanza debba ‘risolvere’ un anno di stress può diventare essa stessa una fonte di pressione. Il bisogno di staccare dal lavoro, che emerge come obiettivo principale ancora prima del riposo fisico, racconta quanto sia diffusa la fatica di reggere un anno intero senza margini di recupero distribuiti nel tempo”, ha detto Corena Pezzella, Clinical Manager di Unobravo.