giovedì, 6 Maggio 2021

Il turismo italiano dipende sempre più dagli stranieri, anche se spendono meno

Negli ultimi 15 anni il numero dei turisti stranieri in Italia è aumentato del 55% mentre nel 2016 ne sono arrivati quasi 56 milioni, cioè l’1% in più dell’anno prima. Ma il dato (nel 2015 c’era stato un aumento addirittura vicino al 7%, anche grazie a Expo) si scontra con due elementi negativi: uno è il calo dei turisti italiani (-2% di arrivi); l’altro è che rispetto al passato gli stranieri si fermano meno tempo e quindi spendono meno.

L’analisi è di Confturismo-Confcommercio, che al Forum di Cernobbio ha presentato lo studio ‘Il turismo internazionale in Italia’, sottolineando che dal 2001 al 2016 si sono persi 45 miliardi di mancati guadagni. Nel 2001 un turista si fermava in Italia 4,1 giorni e spendeva in media 1034 euro, ora resta 3,6 giorni e spende 661 euro (-36%).

Secondo l’associazione serve una politica in grado di allungare la permanenza media. Il presidente di Confturismo Luca Patanè ha chiesto al governo di approvare prima possibile i decreti attuativi del piano strategico. In realtà, un leggero miglioramento si è già verificato e dimostra quanto l’Italia può guadagnare con turisti che fanno soggiorni più lunghi. Rispetto al 2015, lo scorso anno la permanenza media è salita a 3,6 giorni: due ore in più che sono valse 600 milioni di euro di indotto.

Anche se 39 milioni di turisti arrivano dal Vecchio Continente, e solo 16,5 da più lontano, segnale positivo è anche il fatto che dei 3,9 milioni di nuovi arrivi fatti segnare nel biennio 2015-16, il 64% venga da fuori Europa. I cinesi, ad esempio, sono aumentati di 1,5 milioni anche se si fermano meno di due giorni.

La Germania si conferma il primo Paese in assoluto per visitatori in Italia, seguita da Stati Uniti, e Francia, la Cina sale al quarto posto. Al quinto posto Regno Unito, seguito da Svizzera, Austria, Paesi Bassi, Spagna e Giappone (rientrato nella top ten da cui è invece uscita la Russia).

Calano invece gli italiani: nel 2016 gli arrivi sono stati -2% in meno rispetto al 2015, le presenze -1%.

Il risultato di questa tendenza iniziata nel 2007 è che ora il numero di italiani e di stranieri è praticamente lo stesso. Nel 2001 invece per ogni presenza straniera ce n’erano 1,4 italiane. All’estero stanno però scoprendo l’Italia come un museo diffuso. Le tendenze evidenziate da Confturismo mostrano che dal 2009 al 2015 gli arrivi nelle città d’arte sono cresciuti del 15,4% (solo fra gli stranieri la crescita è stata del 31,5%). Fra gli stranieri hanno avuto un boom le visite ai cosiddetti borghi: sia alle località collinari (+42,4%) che le città minori di interesse storico e artistico (40,7%).

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